Gli arrestati sono stati 218
La Turchia è un Paese da ricostruire.
A un mese dal sisma che nella notte tra il 5 e il 6 febbraio ha sconvolto Siria e Turchia, si tirano le somme e i numeri sono spaventosi: 45mila vittime, 214mila edifici crollati.
La scossa di magnitudo 7.8 ha cambiato i connotati alle città, e ai crolli sono seguiti gli arresti: 218 persone in manette nell’ambito delle inchieste sul terremoto, tra imprenditori edili e responsabili delle costruzioni.
Secondo l’Ue, la ripresa sarà lunga: «il terremoto che il mese scorso ha colpito Turchia e Siria ha avuto un impatto devastante: decine di migliaia di persone hanno perso la vita e il numero di vittime sta continuando ad aumentare; centinaia di migliaia sono le persone sfollate, in condizioni climatiche invernali severe; milioni quelle colpite in entrambe le parti del confine; Intere città sono diventate macerie. L’impatto nelle province colpite in Turchia e nel nord della Siria è stato forte e durerà a lungo» ha dichiarato il commissario europeo per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/ERDEM SAHIN