Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Vera Atyushkina: «Recitare non è fingere, è vivere altre vite»

    Settembre 29, 2026

    The Bear, l’illusione della felicità

    Settembre 29, 2026

    Il senso di colpa: punizione o opportunità?

    Settembre 27, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » The Bear, l’illusione della felicità
    Cinema

    The Bear, l’illusione della felicità

    Sabrina FavaDi Sabrina FavaSettembre 29, 2026
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Chef al lavoro nella cucina di The Bear durante il servizio
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    La felicità è sopravvalutata. Si pensa che trovarla corrisponda al raggiungimento di un obiettivo, allo stringere fra le proprie dita ciò che si è sempre desiderato. Ma The Bear ci mostra, e forse conferma, che la maggior parte di noi probabilmente non ha capito granché.

    La serie televisiva, disponibile su Disney+, ci mostra lo sconvolgimento che si cela dietro la mente di un neoimprenditore e chef abituato ai livelli più alti della ristorazione. L’intento di Carmy Berzatto, interpretato da Jeremy Allen White, è quello di trasformare completamente un locale. E non un locale qualsiasi, ma quello del fratello scomparso, che si ritrova a gestire da un giorno all’altro.

    Da The Original Beef a The Bear

    Un membro dello staff di The Bear nella cucina di The Original Beef of Chicagoland
    Courtesy of FX Networks / The Bear

    Da ristorante senza grandi pretese, lontanissimo dall’idea dell’alta cucina, il locale deve trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. Da un giorno all’altro tutto cambia. La famiglia Berzatto, i Bears, non ha davvero idea di cosa stia facendo, ma ci prova comunque.

    I pavimenti vengono levigati, i cestini di plastica sostituiti da piatti, contropiatti e runner, i tavoli diventano lucidi e il servizio impeccabile. I panini con carne e verdure lasciano spazio, fatta eccezione per un piccolo retrobottega, a piatti gourmet.

    Ma quello che sembra l’inizio di un sogno è soltanto la lontana aura di un incubo.

    Per riuscire a mandare avanti un ristorante di altissimo livello servono preparazione, studio, passione, dedizione, applicazione. Notti insonni, attacchi di panico, dipendenze, sigarette, pressione psicologica. Tutto per raggiungere un obiettivo che, una volta conquistato, non si mostra come altro che l’inizio di un nuovo percorso, ancora più impervio del precedente.

    Fra una scena e l’altra viene quasi stampato in faccia allo spettatore quanto possa essere devastante avere aspettative altissime e pochissima tolleranza per l’errore.

    In The Bear il risultato minimo che si può accettare è il massimo. Il fallimento è una bomba a orologeria pronta a esplodere, della quale ci si illude di avere il controllo.

    La perfezione che diventa ossessione

    Minuto dopo minuto aumentano la frenesia dei dialoghi e la tensione: il ticchettio della macchina che stampa gli ordini, l’accensione dei fornelli, lo sfrigolare del soffritto nella padella, le grida, i piatti che cadono.

    L’infelicità.

    L’esplosione arriva in una delle puntate che chi ha visto la serie difficilmente può dimenticare: quella dedicata al Natale, intitolata Pesci.

    Gli episodi in cui la famiglia Berzatto si riunisce al completo sono anche quelli in cui la serie cambia ritmo. Una narrazione che normalmente corre veloce si dilata, lasciando allo spettatore il tempo necessario per vivere quella follia attimo dopo attimo.

    L’unico giorno in cui si cucina per sé stessi, quello in cui si dovrebbe abbandonare almeno per qualche ora il bisogno di superare costantemente i propri limiti, si trasforma nel momento perfetto in cui la bomba detona con tutta la sua potenza.

    Un insieme di imperfezioni considerate inaccettabili crea il caos. Quello stesso caos di cui Carmy, il protagonista, è terrorizzato e, allo stesso tempo, quasi ammaliato.

    Dove si nasconde davvero la felicità

    La brigata di cucina di The Bear durante il servizio nel ristorante
    Courtesy of FX Networks / The Bear

    Ed è forse proprio lì che lo spettatore dovrebbe iniziare a capire che cosa sia davvero la felicità.

    In The Bear diventa evidente come non sempre si trovi nel raggiungimento dell’obiettivo. Forse è nel percorso per arrivarci, nell’accettazione dell’errore, in quel pensiero semplice e difficilissimo da accettare: “avrei potuto fare meglio, ma anche molto peggio”.

    E non è soltanto “alla fine”.

    La felicità può essere anche all’inizio.

    È nel sentirsi liberi. Nel riuscire, almeno qualche volta, a sottrarsi alla necessità di conquistare continuamente qualcosa per dimostrare di essere all’altezza.

    Perché quando ogni obiettivo raggiunto diventa immediatamente il punto di partenza per quello successivo, il rischio è di continuare a inseguire la felicità senza riuscire mai a riconoscerla.

    Carmy Berzatto Disney+ felicità Jeremy Allen White lavoro perfezionismo serie tv successo the bear
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Sabrina Fava
    • Instagram

    Sabrina Fava è laureata in Scienze della Comunicazione e scrive di cinema, serie TV e letteratura partendo da una semplice convinzione: ogni storia racconta qualcosa di noi. Nei suoi articoli intreccia divulgazione culturale e narrazione per esplorare i temi nascosti dietro film, libri e serie televisive, trasformando la cultura pop in uno strumento per comprendere meglio l'essere umano. È autrice del romanzo di formazione Fiori sulle cicatrici (Jacopo Lupi Editore, 2026) e del noir L'ora del silenzio (Rossini Editore, 2024).

    Post correlati

    Cinema Settembre 29, 2026

    Vera Atyushkina: «Recitare non è fingere, è vivere altre vite»

    Cultura Settembre 22, 2026

    My Mad Fat Diary, imparare a non odiarsi

    Cinema Settembre 7, 2026

    Quando ciò che ci ferma può salvarci

    Musica Settembre 6, 2026

    Perché abbiamo ancora bisogno degli Oasis

    Cinema Agosto 18, 2026

    The Good Place: il vero Paradiso è diventare persone migliori?

    Cinema Agosto 7, 2026

    La strada verso noi stessi

    Da non perdere
    Cinema Settembre 29, 2026

    Vera Atyushkina: «Recitare non è fingere, è vivere altre vite»

    Conosciuta dal grande pubblico per l’esperienza a Striscia la Notizia, oggi Vera Atyushkina porta avanti un…

    The Bear, l’illusione della felicità

    Settembre 29, 2026

    Il senso di colpa: punizione o opportunità?

    Settembre 27, 2026

    «Genitori si rimane»

    Settembre 26, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}