Sala Petrassi al completo questa mattina in Auditorium per la proiezione in anteprima del documentario Mustang, di e con Kasia Smutniak, in concorso nella sezione Progressive Cinema alla XXI Festa del Cinema di Roma.
Mustang è la remota zona a nord del Nepal che dà il titolo a questo documentario prodotto e distribuito da Fandango, Mustang è la terra quasi inaccessibile dove Pietro Taricone e Kasia Smutniak arrivano nel 2003 e da cui non riescono più a separarsi.
Pietro ci arriva quasi per caso, ma dopo quel primo viaggio non parla d’altro e non pensa ad altro. Kasia lo accompagna e resta anche lei folgorata da questo luogo roccioso e impervio, dove freddo e vento rendono ancora più difficile la sopravvivenza, ma dove un popolo profondamente religioso e accogliente, cerca di resistere e restare, praticando una filosofia di vita costruita sulla ricerca della felicità.
La vita sembra prendere altre strade quando la nascita di Sophie e la scomparsa prematura di Pietro cambiano le prospettive di vita di Kasia ma qualcosa continua a chiamarla dal Mustang, qualcosa le è ormai rimasto attaccato e per questo decide di tornare, più e più volte, da sola o con la figlia, nonostante il lungo viaggio e il dolore per la perdita del compagno, che sembra riaccendersi più forte a ogni ritorno.

Kasia Smutniak, il sogno di Pietro e la scuola in Mustang
Kasia non è spinta solo dal desiderio di portare avanti il sogno di Pietro, costruire in Mustang qualcosa che sia davvero di supporto per la popolazione, ma sente un legame profondo che diventerà un progetto concreto con l’incontro di Kunzom: realizzare una scuola dove i bambini possano studiare, mangiare e crescere insieme senza dover essere strappati alle famiglie (la scuola più vicina dista giorni di viaggio e frequentarla obbliga i genitori a separarsi dai figli per lunghi periodi).
Attraverso i video registrati negli anni, viaggio dopo viaggio, da Pietro e da Kasia, vediamo il progetto avviarsi e la comunità superare difficoltà non banali (prima che fossero eretti i ponti e spianate le strade raggiungere il Mustang era qualcosa di estremamente rischioso), finché non si aggiungono anche i frammenti dei video fatti da Sophie che, una volta diventata maggiorenne, decide di intraprendere il viaggio da sola, armata solo della vecchia telecamera di papà. Sua è la voce narrante, come se le parole della figlia chiudessero in qualche modo un cerchio sull’esperienza personale e famigliare che il Mustang ha rappresentato per i tre membri di questa famiglia.
La felicità incontenibile e quasi feroce delle facce sorridenti di Pietro e Kasia in quel primo viaggio nel 2003, sembra riapparire sul volto di Sophie che giovanissima torna nella Ghami Solar School e ne dipinge le aule e sembra vibrare ancora come un’eco nei sorrisi dei bambini che oggi lì crescono e studiano, grazie al lavoro di una comunità che si è stretta per far funzionare questa realtà.
Kasia Smutniak presenta il secondo documentario
Mustang, in uscita al cinema dal 23 novembre, ci racconta con delicatezza come la vita compia i suoi cicli, che senza davvero interpellarci arrivano a compimento e poi ripartono verso nuove traiettorie: nella perdita di Pietro, devastante e incolmabile, c’è la creazione della scuola, faticosa ma concreta, nelle scelte di Sophie c’è ciò che una madre ha seminato ma c’è anche tutto quello che una madre non capisce, nelle tradizioni più antiche irrompe la vita nuova dei bambini e le nuove sfide del mondo che cambia.

Kasia Smutniak, dopo Mur, il suo esordio alla regia del 2023 che le è valso un Nastro d’argento, dedicato al conflitto tra Russia e Ucraina, sceglie ancora la forma del documentario per mettere in luce la storia eterna dell’adattamento alla vita, tra resistenza e trasformazione. Ci racconta la vicenda più personale che ha per parlarci della sua dedizione alla vita, mostrandone il prezzo alto, senza sconti.
La scuola in Mustang ha davanti un futuro incerto a causa dello spopolamento, del cambiamento climatico e delle scelte infauste di chi non sta proteggendo quella terra e quel popolo, cosa che ci ricorda prontamente Kunzom stessa, presente in conferenza stampa all’Auditorium di Roma e forse la scelta di non forzare la narrazione per ottenere un happy ending è tra le cose che ho più apprezzato del documentario, oltre alla struggente verità che mostra soprattutto nei video dei primi anni con Sophie che sgambetta tra Kasia e Pietro giovanissimi ed entusiasti. Notevole la colonna sonora.
Guarda il trailer di Mustang
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Domande frequenti su Mustang di Kasia Smutniak
Mustang arriva nelle sale italiane dal 23 novembre 2026, distribuito da Fandango, dopo l’anteprima in concorso nella sezione Progressive Cinema della XXI Festa del Cinema di Roma.
Il Mustang è una regione remota nel nord del Nepal, al confine con il Tibet, sull’altopiano himalayano. È spesso chiamato «l’ultimo Tibet» per la cultura e la religiosità che conserva.
Kasia Smutniak, Pietro Taricone, la figlia Sophie Taricone, che è anche la voce narrante, Kunzom Thakuri e Chime Youdon Gurung. Il film racconta la nascita della Ghami Solar School, la scuola costruita in Mustang dopo il primo viaggio di Kasia e Pietro nel 2003.


