Direttamente dalla Sala Petrassi dell’Auditorium di Roma, abbiamo assistito per voi alla proiezione in anteprima del nuovo film di Paolo Genovese.
La Festa del Cinema di Roma ha inaugurato oggi il programma della XXI Edizione all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, con la proiezione in anteprima per la stampa de “Il rumore delle cose nuove”, scritto e diretto da Paolo Genovese, prodotto da Lotus Production – Leone Film Group e Rai Cinema, che arriverà nelle sale il 12 novembre.
La trama: tre coppie tra bugie e non detti
Siamo a Milano e seguiamo i percorsi umani di 3 coppie, ognuna delle quali in qualche modo incastrata in una spirale di bugie e non detti, che assomiglia a un gioco di specchi deformati in cui ormai è impossibile riconoscersi: Viola (Claudia Pandolfi) soffre per la sua carriera di attrice mai decollata e non riesce a trovare conforto nell’amore sincero di suo marito Ralph (Lino Musella) perché un segreto troppo grande li tiene lontani. Succede lo stesso all’infermiera Andreina (Vittoria Puccini) che crede di proteggere la sua coppia e soprattutto la felicità di entrambi, prendendo decisioni alle spalle del fidanzato Andrea (Stefano Accorsi), che a sua volta si è perso inseguendo la sua personale ossessione di diventare padre. E poi c’è Alba (Emanuela Fanelli) che sembra la più infelice di tutti mentre affronta con una leggerezza disarmante la violenza e i soprusi di Umberto, marito infernale (interpretato da Edoardo Pesce) che la manipola e la tiene soggiogata.
Le tre coppie sono in stallo, è come se la vita e gli obbiettivi per cui hanno combattuto e fatto sacrifici (esistenziali ancora prima che relazionali), li abbia condotti in un vicolo cieco, costretti a mentire alle persone che amano ma soprattutto costretti a mentire a se stessi, perdendosi. I primi piani sono allora strettissimi, non c’è il resto del mondo, è tutto compresso nella casa, nella vita familiare, nel perimetro di un letto condiviso o abbandonato, nella liturgia delle abitudini, degli impegni quotidiani e dell’accudimento reciproco, che sembra essere un vessillo ostentato a forza, per rassicurarsi a vicenda, per testimoniare un accordo muto, un imperativo a restare.

Quando arrivano le cose nuove
Poi irrompe la vita. Arrivano gli eventi che non potevi prevedere, le tragedie che modificano le traiettorie e i programmi già predisposti. Ma anche le sorprese inattese, la complicità spontanea e le affinità che diventano legami. Sono le cose nuove, non a caso, il motore del film. Anzi il loro rumore, l’impatto, o per meglio dire il riverbero che generano nella vita e che costringono i 6 personaggi + 1 (Elio, interpretato da Claudio Santamaria) ad assumere posizioni nuove e finalmente a prendersi la piena responsabilità delle proprie scelte.
Sette personaggi, sette modi di stare al mondo

Paolo Genovese ci porta di nuovo a scandagliare il legame di coppia, a cercare il punto critico in cui scelte e ambizioni personali tentano la mediazione e l’incontro con l’altro, inanellando fallimenti ma alimentando anche una speranza leggera, il sogno che domani possa andare meglio. I 7 protagonisti del film portano avanti 7 posture esistenziali diverse, non solo 7 caratteri ma 7 modi di stare al mondo: c’è il distacco di Elio, ma anche la dolcezza di Alba e la marzialità di Andreina, c’è la violenta determinazione di Umberto ma anche il compromesso di Viola, c’è l’accanimento di Andrea ma anche la sensibilità di Ralph. 7 modi diversi di restare, fino allo sfinimento, che diventano 7 modi di cambiare il proprio destino, di ripartire, volenti o nolenti, perché le cose accadono e basta.
Dal romanzo al film: il nostro giudizio
Il film mette in scena il romanzo di Genovese del 2023 (“Il rumore delle cose nuove” edito da Einaudi, per Stile Libero) variandone però il finale, come se in questi 3 anni altro fosse accaduto, come se la vita dei personaggi fosse andata avanti ancora un po’. Il risultato è ben riuscito, un carillon contemporaneo in cui tutti sembrano muoversi attorno a un asse centrale, toccando temi diversi, alcuni solo accennati, senza banalizzarli. Un film corale che ricorda Perfetti Sconosciuti senza esserne il clone, rafforzato da un validissimo cast (su cui a mio avviso spicca evidentemente Lino Musella, sempre più bravo di anno in anno, di progetto in progetto), che credo piacerà al pubblico in sala.
Il rumore delle cose nuove, cosa c’è da sapere
Il film di Paolo Genovese arriverà nelle sale il 12 novembre. È stato presentato in anteprima alla XXI Festa del Cinema di Roma, all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, dove ha aperto la manifestazione.
Il film segue a Milano tre coppie incastrate in una spirale di bugie e non detti, finché la vita irrompe con eventi imprevisti che le costringono a prendersi la responsabilità delle proprie scelte. Nel cast ci sono Claudia Pandolfi, Lino Musella, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Emanuela Fanelli e Edoardo Pesce, con Claudio Santamaria nel ruolo di Elio.
Sì, è tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Genovese del 2023, pubblicato da Einaudi nella collana Stile Libero. Il film però cambia il finale, come se la vita dei personaggi fosse andata avanti ancora un po’.


