Una realtà che sogna di espandersi oltreoceano per far conoscere la ricchezza dei propri prodotti anche fuori dai confini europei
Da oltre 60 anni FISA, collocata al 100% in Italia, è presente nel settore della progettazione e produzione di sedili per mezzi di trasporto pubblico. L’azienda nasce da un’altra realtà dalla quale è separata e che si chiama De Simon Group, sempre di proprietà della famiglia De Simon. A raccontarci nel dettaglio il percorso della ditta è Davide De Simon, vice presidente.
La storia di FISA…
«L’azienda nasce nel 1960 come produttrice di sedili passeggero e di sedili driver per autobus. Nel 1993, dopo un periodo di crisi, FISA coglie al volo un’opportunità importante all’interno del mondo ferroviario grazie ad un grosso gruppo che ci introduce nel mercato ferroviario in cui esordiamo con il sedile da macchinista. Nel 1999, grazie allo sviluppo del sedile passeggeri mirato al trasporto ferroviario, otteniamo un grande successo in Italia dove progettiamo articoli per moltissimi regionali fino al 2013 quando invece ci allarghiamo al mondo europeo. Nel 2016 riusciamo a vendere i primi sedili in Inghilterra che oggi è uno dei nostri mercati di riferimento in cui siamo praticamente i leader nel settore. Il mercato italiano invece vale il 20%, il resto è europeo e globale».
Quali sono i prodotti di punta dell’azienda?
«I principali prodotti dell’azienda sono i sedili macchinista e passeggero. Grazie poi alla recente acquisizione di un’azienda nostra concorrente nel settore, che si chiama IMET, abbiamo aggiunto altri due prodotti: i tavolini per treni e le cuccette. Il nostro servizio di punta è la produzione ma ci occupiamo anche di progettazione qualora i clienti volessero articoli particolari. Noi proponiamo un prodotto piattaforma che può essere modificato in base alle richieste degli acquirenti, sia dal punto di vista del design che del servizio. I nostri clienti diretti sono i costruttori di treni, poi indirettamente collaboriamo anche con i vari fornitori di servizi».
FISA ha due sedi ad Udine a pochi chilometri l’una dall’altra e la sede di IMEC, per la quale chiuderanno a breve l’iter di acquisizione, a Pescara. Inoltre, l’azienda opera usando un sistema di gestione della qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001 ed IRIS (International Railway Industry Standard) che è uno standard studiato appositamente per le aziende che operano nel settore ferroviario. Tra le altre norme figurano la OHSAS 18001 per la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro e la UNI EN ISO 14001 per garantire una corretta gestione dell’ambiente.
Quali sono i vostri punti di forza?
«Il nostro punto di forza è avere un prodotto differente a livello tecnico, abbiamo infatti una scocca diversa dai competitor in quanto è autoportante, leggera ed estremamente resistente. Questo chiaramente ci rende diversi dalle altre aziende del settore, più grandi di noi e che tendono a prendere delle commesse estremamente grosse. FISA, invece, ha preso una decisione significativa che riguarda l’avere una struttura che ci permetta frequenti cambi di produzione e di prendere commesse anche più piccole che sono quelle più remunerative. Questo approccio al mercato ci ha consentito di collaborare molto con un produttore di treni emergente il quale è stato il nostro trampolino di lancio degli ultimi 6 anni. In sostanza quindi ciò che ci contraddistingue è la flessibilità della nostra produzione e degli articoli e l’impegno nell’accontentare il cliente quando riusciamo, sia sulle esigenze di comfort che quelle estetiche, cosa che i competitor spesso non fanno».
Tra i progetti futuri di FISA c’è l’ambizione del giovane imprenditore Davide De Simon di riuscire a portare l’azienda negli Stati Uniti. Attualmente stanno provando ad avere delle collaborazioni con le realtà in loco che probabilmente inizieranno a fruttare nei prossimi anni. L’obiettivo è quindi quello di riuscire a penetrare nel mercato americano che al momento non è molto ampio ma probabilmente crescerà trasformandosi in uno dei mercati di punta del settore.