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    Home » Archivio Storico » 2023 » Salario minimo, Il Cnel boccia la sperimentazione
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    Salario minimo, Il Cnel boccia la sperimentazione

    Marianna ManciniDi Marianna ManciniOttobre 12, 2023
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    Mercoledì alla Camera la proposta delle opposizioni. M5S: “melina indegna”

    Oggi 12 ottobre l’Assemblea del Cnel ha approvato il documento finale sul salario minimo. Presenti 62 dei 64 componenti, di cui 39 favorevoli, 15 contrari e 9 astenuti. Fra i pareri negativi quelli dei sindacati Cgil, Uil e Usb.

    Il Consiglio Nazionale dell’Economi e del Lavoro ha bocciato l’emendamento proposto da cinque degli 8 membri “esperti” nominati da Mattarella, secondo cui il salario minimo “se ben implementato all’interno dei meccanismi della contrattazione collettiva, non indebolisce ma rafforza la stessa“.

    Non si lascia intimorire dalla bocciature sindacali il presidente del Cnel Renato Brunetta, che si dice certo che, “una volta affievolita la contesa politica, che vede una estrema e ingiustificata polarizzazione tra chi è a favore e è chi contro il salario minimo, sarà possibile apprezzare il documento approvato oggi a larga maggioranza dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro“.

    Il documento approvato, rivendica Brunetta, mira a risolvere e concertare le “diverse criticità del lavoro povero e dei salari minimi adeguati per tutti i lavoratori“, che “non possono certo essere risolti attraverso soluzioni semplicistiche che non sanno poi fare i conti con la realtà e con i bisogni delle persone in carne e ossa“. Un parere che fa eco al richiamo per rafforzare la contrattazione collettiva lanciato da Confindustria.

    A richiedere il parere del Cnel era stata la stessa Giorgia Meloni ad agosto, rimandando il dibattito caldeggiato dalle opposizioni all’autunno. Ora l’appuntamento è alla Camera, il 17 ottobre, quando si discuterà della proposta avanzata collettivamente dalle opposizioni (Italia Viva esclusa) sul salario minimo a 9 euro.

    Immediate le critiche del Movimento5Stelle che attacca il Cnel, reo di ultimare il “lavoro sporco” iniziato da Meloni. Il testo, secondo una nota dei deputati pentastellati in commissione Lavoro alla Camera, Valentina Barzotti, Davide Aiello, Dario Carotenuto e Riccardo Tucci, avrebbe “presupposti tragicomici“.

    Ora la maggioranza, secondo alcune indiscrezioni, vorrebbe rinviare in commissione Lavoro alla Camera la discussione per analizzare il documento del Cnel. «Una melina indegna – attaccano dal Partito di Conte. – Una sceneggiata sulla pelle dei lavoratori sottopagati, con la premier che si è voluta nascondere dietro a Renato Brunetta per evitare di dover dire ai lavoratori che a suo giudizio non è giusto che tutti prendano 9 euro lordi l’ora».

    La proposta di sperimentazione dei cinque componenti di esperti è stata giudicata “timida, e per noi comunque irricevibile“. «Il Centrodestra, che parla in loop della centralità della contrattazione collettiva, da noi mai messa in dubbio, non si è neanche reso conto che due sigle sindacali come Cgil e Uil si sono opposte in questi giorni ai pareri del Cnel» proseguono.

    «Il tentativo della presidente Meloni di usare il Cnel per affossare la proposta di salario minimo delle opposizioni è miseramente fallito – ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein – L’esito delle votazioni sul documento finale sancisce una divisione così forte all’interno del Cnel da far si che le conclusioni offerte al governo ne risultino fortemente indebolite».

    «La prossima settimana vedremo se maggioranza e governo saranno in grado di dirci finalmente quali sono le loro proposte contro la diffusione delle retribuzioni da fame che noi denunciamo, e la cui esistenza anche loro non possono più negare – ha proseguito Schlein – Vedremo se si limiteranno a ripetere come una esausta litania le bugie di chi liquida il disegno di legge delle opposizioni senza averlo probabilmente letto. La nostra proposta rafforza la contrattazione collettiva e al tempo stesso si fa carico di difendere i lavoratori e le lavoratrici più deboli sul nostro mercato del lavoro, ponendo un limite di dignità, una retribuzione minima sotto la quale non si deve mai andare, a meno di non giustificare ingiustificabili forme di sfruttamento. Aspettiamo al varco governo e maggioranza. Non ci stancheremo di incalzarli se decideranno di fuggire, ancora una volta, rimandando il disegno di legge in commissione. Abbiano il coraggio di dire ‘no’ sui 9 euro l’ora che abbiamo proposto per i 3,5 milioni di lavoratrici e lavoratori poveri in Italia».

    Meloni riceve Brunetta

    Nella serata di giovedì 12 ottobre la premier Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente del Cnel Renato Brunetta.

    «Come sottolineato dal Cnel, occorre piuttosto programmare e realizzare, nell’ambito di un piano di azione pluriennale, una serie di misure e interventi organici – ha dichiarato Meloni – È la strada che il Governo intende intraprendere nel minor tempo possibile, tenendo in massimo conto le indicazioni e i suggerimenti formulati nel documento dalle rappresentanze delle forze sociali presenti nel Cnel e di quelli che arriveranno dall’opposizione. È intenzione del Governo proseguire nel contrasto al lavoro povero e ai salari bassi che affliggono l’Italia ormai da diversi decenni, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Europa, dove si è assistito a una crescita sostenuta e costante dei livelli salariali».

    di: Marianna MANCINI

    aggiornamenti: Francesca LASI

    FOTO: ANSA/FABIO CIMAGLIA

    brunetta cnel salario minimo
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    Marianna Mancini

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