Il Consiglio regionale ha bocciato la mozione per delegare un rappresentante a partecipare alla manifestazione
Le istituzioni lombarde non parteciperanno al Milano Pride. Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato, con 43 voti contrari e 23 favorevoli, la mozione per delegare un rappresentante dell’Aula a presenziare, indossando la fascia istituzionale, all’evento in programma il 24 giugno.
Il 9 maggio scorso l’Ufficio di presidenza aveva già negato il patrocinio.
Nel testo, a prima firma del consigliere di Patto Civico Luca Paladini, si chiedeva “analogamente a quanto deliberato nel 2022” una partecipazione istituzionale alla manifestazione “al fine di ribadire l’impegno di Regione Lombardia volto a superare qualsiasi forma di discriminazione e disuguaglianza, promuovendo il pieno rispetto della dignità umana, per una società più giusta, più equa e inclusiva“.
Roma Pride: “nessuna manipolazione”
Il Roma Pride risponde al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha deciso di revocare il patrocinio alla manifestazione. Il governatore aveva chiesto al portavoce dell’organizzazione Mario Colamarino di chiedere “scusa per la strumentalizzazione e la manipolazione, e immediatamente ridaremo il patrocinio. Ma non c’è spazio di mediazione per l’utero in affitto (gestazione per altri, NdR).
«Chiaramente non ci sarà alcuna scusa rispetto alle affermazioni di Rocca da parte del Roma Pride. Nessuno ha manipolato nessuno – ha dichiarato Colamarino – Abbiamo solo fatto una richiesta formale alla Regione e loro hanno risposto con la concessione a titolo gratuito del patrocinio. Non c’è stata un’interlocuzione precedente. Forse probabilmente dovevano un po’ capire e conoscere quali erano le nostre istanze, che poi sono le stesse da anni, prima di accordare il patrocinio».
di: Francesca LASI
FOTO: SHUTTERSTOCK