Diversi i commenti di Foti, Conte e Tajani
Tensione alta per lo scontro tra governo e magistratura a seguito dei casi di Delmastro e Santanché. Oggi, lunedì 10 luglio, ci saranno i commenti delle posizioni alle parole pronunciate dal presidente Anm, Giuseppe Santalucia, che ha dichiarato: «Se si pensa che un procedimento, per il fatto che coinvolga un politico, sia un’arma politica si dà un messaggio completamente sbagliato all’opinione pubblica e questo andava chiarito».
In merito alla riforma Nordio Santalucia ha affermato: «Su quel ddl abbiamo espresso riserve critiche, le abbiamo tecnicamente sostenute, non c’è nessuna invasione di campo, nessun potere di veto. Non ci ergiamo a partito politico, parliamo del nostro specifico settore».
Schlein: “Meloni è ostaggio delle inchieste”
All’attacco della maggioranza anche la leader dell’opposizione Elly Schlein: «quanto durerà ancora il silenzio di Meloni? Da settimane è in ostaggio delle inchieste, degli scandali e dei vergognosi sproloqui della sua stessa maggioranza e non abbiamo sentito da lei una sola parola sulle emergenze economiche e sociali del Paese» accusa la segretaria del Pd.
Dalla proposta unitaria delle opposizoni sul salario minimo al caro mutui, dall’emergenza abitativa all’inflazione: “cos’altro deve accadere perché, infine batta un colpo?” aggiunge Schlein.
Le dichiarazioni dei politici
Il commento del vice premier Tajani: «mi limito a dire che trovo singolare l’imputazione coatta di Delmastro. Il Gup non può diventare un nuovo Pm. Anche per questo come Forza Italia e come governo andremo avanti sulla riforma della separazione delle carriere che è uno dei pilastri storici del nostro programma fin dal 1994 ed era un sogno irrealizzato di Berlusconi – ha proseguito -. Non vedo alcun attacco contro i magistrati andremo avanti con la riforma della Giustizia che è un preciso impegno preso di fronte agli elettori. Il governo non cerca vendette contro i giudici? Il ministro Nordio è un magistrato, è evidente che nessuno cerca vendette contro i magistrati il Parlamento fa le leggi, i magistrati le applicano». Sul caso Santanchè: «fanno fede le parole del ministro e per noi il caso è chiuso. È una questione di principio: siamo garantisti, non si è colpevoli fino al terzo grado di giudizio».
Della stessa idea di Tajani è Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia: «vedo dal comunicato dell’Anm che c’è la ricerca di uno scontro. Condivido quando si dice che ognuno deve rispettare i ruoli dell’altro, ma quando Nordio ha presentato la riforma della giustizia c’è stata un’alzata di scudi sulla base di indiscrezioni che francamente ha poco senso. Sulla critica deve valere un principio di reciprocità, non di esclusività. Altrimenti un potere sarebbe più potere dell’altro (…) Non è mica un reato presentare una riforma della giustizia in Parlamento».
Diversa l’opinione di Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle: «lo scontro tra il Governo e l’Anm sulla giustizia è l’ennesima provocazione di un governo inadeguato e pericoloso. Le uscite complottiste dei giorni scorsi di Palazzo Chigi e Via Arenula, con cui Giorgia Meloni ha sfidato l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sono la dimostrazione di quei tratti reazionari che questo esecutivo ha evidenziato sin dal primo decreto sul rave party. L’attacco alla magistratura per trovare un salvacondotto ai suoi ‘fratelli d’Italia’ Delmastro e Santanchè non è tollerabile».
L’ex presidente del Consiglio ha criticato la riforma: «chiamiamola per quello che è: una controriforma, che non potrà soddisfare i cittadini che chiedono la riparazione delle ingiustizie subite. Il centrodestra persegue un disegno che compromette l’autonoma capacità investigativa e punitiva della magistratura».
di: Alice GEMMA
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