MESSINA DENARO

Nel covo del boss recuperati anche i ray-ban storici e una biografia di Putin

Matteo Messina Denaro si sta sottoponendo alla chemioterapia nel carcere dell’Aquila, dove è detenuto in regime di 41 bis. Al’équipe guidata dal professor Luciano Mutti, primario oncologo dell’ospedale aquilano, il boss avrebbe detto: «Ho letto centinaia libri sul mio tumore, curatemi bene. Non ho ricevuto un’educazione culturale ma ho letto centinaia di libri, sono quindi informato sulle cure, vi prego di poter essere trattato con farmaci e terapie migliori », chiedendo farmaci speciali utilizzati in Israele.

Nel covo una calibro 38: forse arma del delitto

Continuano le perquisizioni nei covi del Boss e gli agenti hanno trovato in via Cb31, rinominato in vicolo San Vito, a Campobello di Mazara, una pistola revolver “Smith & Wesson” calibro 38 special, completa di cinque cartucce. L’arma, con matricola cancellata, è stata trovata durante una perquisizione. In casa il capomafia teneva anche 20 cartucce dello stesso calibro.

L’arma era carica e nascosta in un sottofondo di un mobile della cucina che è stata smontata totalmente. Gli accertamenti tecnici diranno se è stata usata per alcuni degli omicidi contestati al boss.

Nei giorni scorsi sono stati rinvenuti anche gli storici Ray Ban da sole a goccia che indossava Matteo Messina Denaro da ragazzo, una bottiglia di champagne e il libro “Facce da mafiosi” oltre a una biografia di Putin.

Il video dentro l’abitazione di Matteo Messina Denaro

I carabinieri hanno diffuso un video girato all’interno della casa usata per la latitanza da Matteo Messina Denaro, a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, , in via CB 31. Su una parete il ritratto di Joker, il malvivente nemico di Batman. In una delle stanze una panca con attrezzi da palestra.

Bonafede non risponde agli inquirenti

Presso il carcere Pagliarelli di Palermo si è tenuto l’interrogatorio di garanzia del prestanome di Matteo Messina Denaro, Andrea Bonafede, geometra incensurato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, Bonafede avrebbe ceduto al capomafia il proprio documento di identità affinché potesse metterci la sua fotografia. Il documento è stato utilizzato da Messina Denaro per accedere sotto falso nome alle cure ospedaliere almeno dal 13 novembre 2020, quando è stato operato a Mazara del Vallo. Nell’interrogatorio di garanzia, davanti al gip, Andrea Bonafede si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Attendiamo la conclusione delle indagini» ha detto il suo legale Aurelio Passante.

di: Micaela FERRARO

Aggiornamento di: Alice GEMMA e Francesca LASI

FOTO: ANSA