Le nomine risalgono al 2 giugno scorso

Il capo dello Stato Sergio Mattarella premia al Palazzo del Quirinale i 25 cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno scorso.

Vengono insigniti degli attestati d’onore e medaglie d’argento a ricordo della cerimonia anche i nuovi Alfieri del Lavoro.

Mattarella ha firmato i decreti su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, di concerto con il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.

In tutto, i Cavalieri del Lavoro sono attualmente 639.

«Il lavoro significa avere la titolarità di un diritto dunque e, insieme, attribuzione di un dovere: quello di svolgere un’attività o una funzione che, appunto, concorra alla crescita materiale o spirituale della società. Una simmetria tra diritti e doveri dell’essere cittadini che troviamo in molte parti della Carta – a partire dai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale – sino all’art.53 sul dovere di ciascuno di concorrere alle spese pubbliche in ragione della sua capacità contributiva. Il valore sociale dell’attività economica, delle imprese, ha acquisito significati ancora più profondi in tempo di mercati globali e di interdipendenza. Il valore sociale passa – come prescrive la Costituzione – dal rispetto della dignità del lavoro, della sua sicurezza, della tutela della salute, dell’ambiente; e il valore che le imprese esprimono si amplia ulteriormente per il loro carattere di moltiplicatore delle opportunità, per le innovazioni che, migliorando produzioni e prodotti, arricchiscono le condizioni di vita comune». Ha detto Mattarella nel suo discorso.

«L’aggressione russa in Ucraina, il barbaro attacco di Hamas contro Israele con la spirale di violenze che si è perseguita, la destabilizzazione che rischia di coinvolgere l’intero Medio Oriente – per restare solo nell’area del Mediterraneo allargato – reclamano un’Europa capace di esercitare la propria positiva influenza. Un Continente capace di testimoniare con convinzione i propri valori di pace, cooperazione, rispetto dei diritti delle persone e dei popoli. La capacità di indirizzare le risorse verso obiettivi strategici comuni, il potenziamento delle filiere europee del valore sono fatti ed esperienze quotidiane dell’attività di governo e sono essenziali per affrontare le turbolenze, le sfide odierne. Se la Ue, talvolta, stenta a dispiegare la forza del suo insieme, ciò è dovuto a una costruzione ancora incompleta, all’attardarsi in polemiche sterili sulla necessità di essere coesi e tempestivi, e non lenti e separati, a fronte dei problemi. La storia ci chiama a un’ora di responsabilità», ha concluso.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA