Il Consiglio Esteri ha adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro le violente repressioni di Teheran

È un verdetto storico quello della Corte Suprema dell’Iran che ha accolto il ricorso di un manifestante condannato a morte nell’ambito delle proteste contro il regime.

Mohammad Ghobadlou era accusato di aver preso parte all’omicidio di un agente di polizia nel corso di alcuni disordini. Secondo Amnesty International il giovane soffre di disturbi bipolari e dall’età di 15 anni è sottoposto a cure psichiatriche.

Intanto è pronta la risposta europea alle violenze quotidianamente trasmesse nelle immagini che arrivano dall’Iran, dove la repressione delle proteste non si placa. Il Consiglio Esteri Ue in corso a Bruxelles ha infatti adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran per prendere di mira “coloro che guidano la repressione“.

I Ventisette, sotto la Presidenza di turno svedese, ha ribadito di condannare “fermamente l’uso brutale e sproporzionato della forza da parte delle autorità iraniane contro manifestanti pacifici“.

Nel frattempo nel Paese continuano gli arresti: negli ultimi due giorni sono state fermate almeno tre giornaliste: Melika Hashemi, Saideh Shafiei e Mehrnoush Zarei secondo quanto diffuso dall’associazione dei giornalisti di Teheran. Secondo il quotidiano riformista Etemad le tre giornaliste sarebbero state trasferite nella prigione di Evin nella Capitale. Il quotidiano ritiene che dall’inizio delle proteste siano stati arrestati 79 giornalisti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI