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In Perù non si arrestano le proteste per le dimissioni del Governo parlamentare di Boularte e il rilascio dell’ex presidente Castillo

Lo stato d’emergenza dichiarato in diverse province del Paese non frena l’ondata di proteste contro il Governo parlamentare insediatosi in Perù dopo il tentativo di golpe di Castillo. Diverse migliaia di manifestanti sono infatti in viaggio in queste ore verso la Capitale Lima per portare avanti le proteste, lungo quella che ha preso il nome della marcia “de los Cuatro Suyos”.

Con la morte dell’uomo deceduto ieri in seguito a un incidente stradale connesso ai disordini delle proteste, il bilancio delle vittime è intanto salito a 50 dal 7 dicembre, quando si è accesa la macchina della mobilitazione popolare in seguito alla destituzione di Castillo.

Le richieste della piazza, che comprendono anche le voci di movimenti sociali ed etnici quali aymara e quechua, rimangono le medesime: dimissioni della presidente Dina Boluarte, sciogliemento del Parlamento, elezioni immediate e rilascio di Castillo.

Nei prossimi giorni sono attese almeno 50mila persone nella Capitale da diverse regioni del Paese.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/Paolo Aguilar