Come piccole isole, parchi nazionali e borghi millenari diventano teatri raccolti per scoprire l’arte contemporanea
Quando durante i mesi estivi le città progressivamente si svuotano, succede una piccola magia: le persone scoprono che, dove la frenesia della vita contemporanea si addolcisce, l’Arte si vede (e si sente) molto meglio.
L’Italia, terra di borghi e piccole comunità, sperimenta da sempre la dimensione ideale della provincia per realizzare non solo grandi festival culturali che oggi vantano tradizioni pluriennali, ma anche piccole iniziative che, nel tempo, hanno lasciato il segno non solo sul territorio ma, soprattutto, nella memoria delle persone.
Vulcana, l’arte che dialoga con il vulcano di Stromboli
Ecco allora che un esperimento come Vulcana, rassegna di arti visive, performance, musica e incontri fondata nel 2025 da Manuela Morandi sull’isola di Stromboli, anche quest’anno è tornata sull’isola eoliana, dal 17 al 19 luglio, con gli interventi di 20 artisti italiani e internazionali, consolidando la capacità di attivare l’isola come contesto di sperimentazione artistica e di una forma di turismo alternativo a quello di massa, grazie al sostegno di partner pubblici e privati e di una comunità sempre più ampia.
Curata da Niccolò Gravina e Cornelia Mattiacci, in collaborazione con l’American Academy in Rome e in partnership con l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Nicoletta Fiorucci Foundation, POLICOM, Università degli Studi di Salerno e Il Teatro degli Artisti di Pesaro, Vulcana. Sublimation si è relazionata con l’isola non solo come straordinario palcoscenico, ma come contesto ideale per una indagine sulla sublimazione vulcanica ossia il passaggio “da uno stato concentrato a una dispersione caotica”. L’imprevedibilità dello Stromboli, uno dei vulcani più attivi al mondo, e le derive dell’ossessione contemporanea per la previsione del futuro, sono state il punto di partenza per le opere degli artisti, molte nate da residenze sull’isola.



Studio Casoli, la galleria a Filicudi
Da Stromboli poi, basta prendere un aliscafo e in tre ore si arriva a Filicudi dove, un altro progetto, apparentemente folle (ma in fondo nemmeno troppo), dimostra quanto l’Arte abiti benissimo i luoghi lontani dal caos; si tratta di Studio Casoli, una galleria e residenza d’artista ospitata dagli spazi restaurati di una vecchia rimessa di pescatori davanti al molo di Pecorini a Mare.
Fondata da Sergio Casoli, gallerista legato da molti anni all’isola, la galleria è uno spazio magico, in cui è possibile ammirare opere di artisti internazionali, letteralmente a dieci passi dal mare.
Fino al 10 settembre la galleria, dopo aver ospitato a giugno una personale di Massimiliano e Doriana Fuksas, presenta The Width of an Eye [l’ampiezza di un occhio],mostra collettiva con opere di Kai Althoff, Edward Barber, Lisa Brice, Peter Doig, Lucio Fontana, Behrang Karimi, Marcus Leotaud, Seboo Migone e Spencer Sweeney, che nasce dalla suggestione di una frase de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “Chevalley era solo; fra urti e scossoni si bagnò di saliva la punta dell’indice, ripulì un vetro per l’ampiezza di un occhio. Guardò; dinanzi a lui, sotto la luce di cenere, il paesaggio sobbalzava, irredimibile.” Pensata per celebrare i cinque anni di apertura della galleria, l’esposizione è un invito a guardare in piena libertà e riunisce tutti artisti che hanno condiviso la storia di questo visionario progetto isolano.





La Straperetana, il borgo museo di Pereto
Una storia fatta di artisti generosi e luoghi lontani dalla frenesia cittadina è anche quella della Straperetana manifestazione fondata nel 2017 da Paola Capata e Delfo Durante nel borgo millenario di Pereto (AQ), tra Lazio e Abruzzo, che ogni anno porta opere di arte contemporanea tra le strade e i palazzi storici del paesino, abitato da circa 600 persone e chiamato, per la posizione, “la porta d’Abruzzo”.
Giunta quest’anno alla sua decima edizione, la straperetana da “mostra diffusa” ha cambiato percorso, dando il via alla costruzione di una collezione permanente di opere pubbliche, di cui sono primi protagonisti due tra le voci più riconosciute dell’arte contemporanea italiana: Flavio Favelli ed Elisa Montessori. Accanto alle due opere realizzate per il paese – Regimentale di Favelli al Belvedere e La mano sinistra di Montessori sulle mura di via del Castello – fino al 16 agosto è possibile visitare anche una doppia personale degli artisti nello storico Palazzo Maccafani. Dopo nove edizioni costruite come un itinerario tra strade, palazzi e spazi del borgo, che hanno coinvolto oltre 160 artisti italiani e internazionali e accolto quasi 4.000 visitatori, la manifestazione ha fatto un deciso salto di scala, trasformando un’esperienza temporanea in un progetto di lungo periodo, dimostrando il potere unico dell’Arte di valorizzare territori, coinvolgere comunità, rivitalizzare contesti periferici.





Arteparco, l’arte nel Parco Nazionale d’Abruzzo
Restando in Abruzzo, addentrandosi negli spazi incontaminati del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, un altro progetto, giunto alla nona edizione, merita di essere ricordato tra le dimostrazioni più longeve di quanto l’espressione artistica sappia abitare la natura ed essere compresa dalle piccole comunità: si tratta di Arteparco, manifestazione nata a Pescasseroli nel 2018 da un’idea dell’imprenditore e comunicatore abruzzese Paride Vitale, e frutto della collaborazione tra il Parco Nazionale, il Comune di Pescasseroli e il brand di profumi PARCO1923. Dopo aver invitato artisti come Valerio Berruti, Marcantonio, Matteo Fato, Megx, Alessandro Pavone, Sissi, Velasco Vitali e l’Accademia di Aracne a confrontarsi con le Foreste Vetuste del Parco e a realizzare opere site specific, il progetto da questa edizione si è trasformato in un vero e proprio festival culturale. Arteparco, dunque, non soltanto alimenta un “museo a cielo aperto” che ogni anno si arricchisce di una nuova opera – quest’anno Santa Rosalia di Hilario Isola dedicata alla Rosalia Alpina, insetto tanto invisibile quanto fondamentale per l’equilibrio del Parco – ma, da quest’anno, affianca all’arte contemporanea appuntamenti dedicati alla musica, al teatro e alla letteratura.



Ancora una dimostrazione di come, lontano dalle metropoli, l’Arte succede…eccome.

