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La Procura Antimafia raccoglie prove di “estrema rarità nell’esperienza giudiziaria” in seguito all’arresto di 7 persone

La cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro, cui il 23 gennaio è seguito anche il fermo del suo prestanome Andrea Bonafede, accusato di associazione mafiosa, ha portato con sé anche una serie di altri arresti. I carabinieri hanno effettuato un blitz a Palermo arrestando 7 persone di cui due ai domiciliari e cinque in carcere. Sembra che il gruppo stesse organizzando l’omicidio di un architetto, sventato dal blitz.

Si tratterebbe di uomini d’onore “riservati” e nascosti nell’ombra, rimasti fino ad oggi estranei alle cronache giudiziarie godendo di una “speciale tutela” e che “verrebbero chiamati in causa soltanto in momenti di particolare criticità“.

L’arresto dei mafiosi ha portato nelle mani degli inquirenti anche una serie di “preziose” intercettazioni, di “estrema rarità nell’esperienza giudiziaria” come ha spiegato il procuratore Antimafia Maurizio De Lucia.

Agli atti dei magistrati si aggiunge infatti una conversazioni intercettata in cui si parla di un vero e proprio “codice mafioso scritto“, gelosamente custodito da generazioni e che ancora oggi regolerebbe la vita della mafia palermitana. Codice di cui gli arrestati erano custodi.

L’intercettazione è stata captata nell’ambito di una riunione di una famiglia mafiosa di Palermo-Rocca Mezzomonreale, nelle campagne di Caltanissetta, dove si nomina il “richiamo al rispetto delle regole e dei principi più arcaici, che sarebbero compendiati in una sorta di Carta costituzionale di Cosa nostra” come spiegano ancora gli inquirenti. Si tratta, nei fatti, di un primo esplicito richiamo ad un codice mafioso scritto, una sorta di “carta costituzionale” di Cosa Nostra gelosamente custodito.

Oltre allo sventato omicidio, gli inquirenti hanno individuato anche numerose estorsioni e richieste di pizzo. Una di queste ha colpito particolarmente l’attenzione dei carabinieri: i mafiosi perpetravano le minacce recapitando una “bambola con un proiettile in fronte“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/CARABINIERI