cospito

Il 20 aprile era il giorno prefissato ma secondo la dottoressa che segue l’anarchico sarebbe stato troppo tardi

«Il 20 aprile Alfredo sarà morto». Non lascia spazio all’interpretazione Angelica Milia, la dottoressa che segue le condizioni di salute di Cospito. E i fatti sembrano appoggiare questa supposizione, perché il 26 gennaio Cospito è svenuto mentre si stava facendo la doccia e si è rotto il naso. A diffondere la notizia è il suo avvocato Flavio Rossi Albertini, spiegando che le condizioni di salute del suo assistito sono “in netto peggioramento”.

Per queste ragioni, la Cassazione ha deciso di anticipare l’udienza l’udienza sul regime di carcere duro al 7 marzo.

L’anarchico da mesi porta avanti lo sciopero della fame protestando per l regime del 41bis che sta scontando nel carcere di Sassari. Il 20 aprile era la data che la Cassazione aveva fissato per la trattazione del ricorso presentato dall’avvocato di Cospito, Flavio Rossi Albertini, per la revoca del carcere duro all’anarchico.

«Un’attesa così lunga – spiega ancor Milia – non è compatibile con le condizioni fisiche di Alfredo. Non mangia da 100 giorni e già questo è un caso unico, ha perso più di 40 chili, e la letteratura medica dice che quando si perde la metà del proprio peso corporeo si verificano danni irreversibili».

Angelica Milia domani andrà a visitare Cospito e sottolinea: «non può aspettare tanto e non può continuare a stare nel carcere di Sassari. Le sue condizioni di salute richiedono il trasferimento in una struttura che possa garantirgli l’assistenza sanitaria necessaria. La situazione è veramente al limite, potrebbe avere un crollo da un momento all’altro, e a quel punto dovrà essere ricoverato e alimentato forzatamente. Solo che lui ha già lasciato scritto che rifiuta l’alimentazione forzata. E allora cosa succederà?».

 «Non riesce a camminare quasi più, e per questo fa uso della sedia a rotelle: questo lo deprime molto – ha proseguito Milia – Anche se è una persona molto forte era molto depresso per questo fatto. A lui manca soprattutto leggere e scrivere, ma nel momento in cui non ha neanche la possibilità di fare un passo ed essere relegato sulla sedia a rotelle è chiaro che gli stiamo togliendo moltissimo».

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI