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Nella vita di tutti i giorni il superboss utilizzava altri pseudonimi, intanto nel covo ritrovata una calamita con scritto “il padrino sono io”

Secondo quanto si apprende il superboss latitante utilizzava l’alias di Andrea Bonafede solo in ambito medico. Viene così registrato nelle cliniche, in ospedale e negli studi medici, ma in paese utilizzava un altro pseudonimo.

Gli investigatori hanno confermato la notizia, spiegando che la scelta di avere più identità gli permettere di non essere riconosciuto vivendo una vita normale.

Nei covi di Matteo Messina Denaro, il superboss arrestato dopo 30 anni di latitanza, sono molti i rimandi “pop” alla cultura mafiosa.

Nel covo di Campobello di Mazara sono state rinvenute alcune calamite del film di Francis Ford Coppola Il Padrino, un magnete recitava anche la scritta “il padrino sono io”. Nel covo sono stati rinvenuti dagli agenti del Ros anche poster di un leone e una riproduzione del quadro “la Vucciria” di Renato Guttuso.

Salvatore Baiardo ha parlato ai microfoni di La7 raccontando a Massimo Giletti i retroscena sull’intervista che ha preceduto l’arresto del boss. Baiardo, che aveva “profetizzato” l’arresto di Messina Denaro, ha assicurato di non essere stati i fratelli Graviano a indicare la malattia e il possibile arresto del boss. E ha escluso di parlare per bocca dei Graviano, che anzi secondo Baiardo si sarebbero impegnati a cambiare vita. Ha assicurato che “non ci sono solo i Graviano, ci sono anche altre persone. Non parlo per bocca dei Graviano” e ha ribadito “Matteo Messina Denaro, Totò Riina, Bernardo Provenzano dove sono stati arrestati? Tutti e tre in Sicilia, mentre i fratelli Graviano sono stati arrestati a Milano, c’è qualcosa che non torna. I fratelli si stavano rifacendo un’altra vita. I pentiti non possono continuare a inventarsi le barzellette. Se i Graviano dovevano continuare a delinquere, sarebbero rimasti a Brancaccio“.

In merito della possibile “trattativa” Baiardo pone il punto dell’ergastolo ostativo. Giletti ha chiesto a Baiardo se non sia stato un esponente mafioso a chiedere di “sporcare” la cattura da parte dei Ros dicendo che il boss si sia “fatto prendere” e ha sostenuto che Messina Denaro abbia ancora solo pochi anni di vita davanti a sé.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/CARABINIERI