Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » Fitto tra due forni
    Archivio

    Fitto tra due forni

    Marianna ManciniDi Marianna ManciniOttobre 22, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Punto di congiunzione fra i popolari e i conservatori, forte di una formazione squisitamente democristiana, il ministro al banco di prova della Commissione

    L’andreottiana e indimenticata lezione dei due forni ha ancora molto da insegnare. Quando coniò questa espressione, il divo romano si riferiva all’opportunistica e disinvolta pratica politica di comprare il pane tanto dal forno di destra quanto da quello di sinistra, in base a dove convenisse. È con questa strategia che, nel poltronistico braccio di ferro per i posti di comando europei, il Governo italiano cerca di ritagliarsi un ruolo di spicco nonostante il mancato appoggio alla Commissione e alla sua nuova maggioranza. L’ariete da sfondamento si chiama Raffaele Fitto, indicato da Giorgia Meloni e confermato da Ursula Von der Leyen come commissario europeo. Il suo nome, principalmente legato a quello del PNRR e della coesione territoriale, è sbiadito e insipido ad un occhio poco attento, ma dalla sua nomina dipende molto del nostro futuro in Europa e non solo.

    Commissione sotto esame: la squadra Von der Leyen bis

    Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto è un fedelissimo di Meloni. Dalla sua c’è una lunghissima esperienza in politica, cominciata appena diciannovenne in Consiglio Comunale e culminata a Strasburgo dove Fitto si costruisce una nomea credibile di moderato ed europeista. Al salentino spetta la delega alla Coesione e alle Riforme, oltre che una delle 6 vicepresidenze esecutive. Fra il politico pugliese e la carica di commissario c’è però ancora l’ostacolo di tanti nemici e, se di amici se ne vedono pochi, non mancano invece estemporanei e insoliti alleati in vena di cortesie. Più che la fiamma tricolore, la carta vincente di Fitto, che condivide i natali a Maglie nel leccese con Aldo Moro, sarà lo scudo crociato.

    Gli aspiranti commissari devono infatti passare il vaglio di due esami: il primo davanti alla Commissione del loro incarico (nel caso di Fitto, quella di Bilancio), il secondo per verificare la posizione personale del candidato e i possibili conflitti d’interesse in atto. Dopodiché, è il voto dell’Assemblea Plenaria ad approvare definitivamente le nomine che diventerebbero operative da novembre. Più che la preparazione e la competenza del ministro, il test è una valutazione d’intenti per capire se Fitto sia intimamente allineato con il tracciato politico di questa legislatura europea, pur con tutti gli attriti emersi negli ultimi mesi fra la Commissione e il suo Partito. Ricordiamo infatti che il 18 luglio scorso gli eurodeputati di Fratelli d’Italia avevano votato contro la conferma alla Presidenza della Commissione di Ursula Von der Leyen, diversamente dalla cautela con cui Meloni si era astenuta in sede di Consiglio Europeo. La posizione del suo Partito venne poi però trascinata dall’onda del successo delle elezioni europee, e il resto è storia. Il vaglio delle Commissioni è oggetto di discussione pubblica in plenaria e non di rado persegue motivazioni più politiche che tecniche: è fondamentale, com’è facile intuire, che ogni membro dell’Esecutivo europeo ne condivida appieno le priorità programmatiche e l’indirizzo politico. Ed è altrettanto facile intuire che socialisti, liberali e verdi, che di fatto compongono la maggioranza Ursula insieme al PPE, non hanno visto di buon occhio l’attribuzione di un ruolo così cruciale a un esponente dell’opposizione, addirittura di un partito antitetico e spesso euro-critico come ECR.

    La premier Giorgia Meloni cede il suo ministro agli Affari europei Raffaele Fitto indicandolo come commissario europeo in quota italiana, poi confermato da Ursula von der Leyen il 17 settembre come Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme. Crediti: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

    Se per Meloni nominare Fitto, quindi farne a meno, è stata una “scelta dolorosa”, sarebbe altrettanto per i socialisti che hanno mandato “un chiaro avvertimento sul prossimo mandato della Commissione”, seguiti a stretto giro dai verdi, perché “il presidente della Commissione deve garantire che il collegio sia pronto a onorare pienamente le linee guida politiche che abbiamo sostenuto”, avverte il presidente del PSE Stefan Löfven. «Deve dimostrare se sta con l’Europa o con le forze politiche che vogliono deteriorare il progetto europeo» è ancora più netta la presidente del gruppo S&D Iratxe Garcia Perez. Il PD di Elly Schlein incede cauto e promette di mantenere una “corretta postura istituzionale” e un “atteggiamento costruttivo” scevro da pregiudizi; nessun italiano cum grano salis osteggerebbe l’attribuzione di una posizione di comando così rilevante ad un connazionale, anche se i liberali di Renew Europe, già promotori di liste transnazionali, ribadiscono un punto già saldo nei Trattati: i commissari devono «garantire che non nazionalizzeranno mai la politica europea, ma al contrario europeizzare le questioni nazionali ogni volta che parlano al pubblico del loro Paese di origine». Chi rema contro la candidatura di Fitto però potrebbe non impugnare il manico del coltello saldamente come crede: la sua nomina ha dimostrato cristallinamente che a dare le carte in tavola è ancora e soprattutto il PPE, a buon diritto il più votato (188 seggi, S&D arrivato secondo si ferma a 136).

    Il primo incontro della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, settembre 2024

    Che i Partiti progressisti avrebbero osteggiato la candidatura di Fitto era più che prevedibile. Ma “nell’UE non si può trascurare l’Italia”, e bisogna “rispettare i risultati ottenuti dal Governo italiano su molte questioni europee”: a ribaltare i giochi è stato Manfred Weber(che cita Sergio Mattarella), presidente del PPE nonché nemico interno numero uno di Von der Leyen – anche nelle sue scarpe c’è ancora qualche sassolino da togliere. «Il mio amico Raffaele Fitto è pienamente sostenuto da Antonio Tajani – altro suo intimo amico. – È un costruttore di ponti e ha dimostrato competenza economica, ad esempio quando ha attuato con successo il PNRR. Sarà una grande risorsa per la prossima Commissione» rincara la dose sul Corriere. «I Verdi – aggiunge – devono decidere se votare a fianco delle forze europeiste o con Orbán, Le Pen e altri». Del resto, Weber non è il solo a ritenere che al profilo del ministro spetti di diritto un posto in Commissione dato che, “come molti riconoscono”, incarnerebbe alla perfezione un “possibile elemento di congiunzione tra Popolari e Conservatori”, così sostiene il popolare Mario Mauro. Fitto raccoglie anche le simpatie dell’ex vicepresidente del PE, già a capo dei socialisti, Gianni Pittella che lo promuove come “autorevole e competente, che conosce bene i meccanismi europei. Insomma, un democristiano: e per me è un complimento”. Evidentemente non tutti nel PD si sono dimenticati di come, quando cinque anni fa fu il turno di Paolo Gentiloni, l’avversario Fitto si spese per facilitarne l’elezione a commissario. Anche Antonio Decaro, sindaco di Bari eletto a Bruxelles, assicura che “nel panorama di questo Governo Fitto mi sembra la scelta migliore: uno con cui si può costruire un dialogo” e quindi “se va a fare il democristiano” troverà più appoggio di quanto crede. «Fitto è molto più europeista di tanti altri» assicura anche Paolo De Castro, eurodeputato PD, e persino Nicola Zingaretti apre all’ex collega salentino. Il pane sfornato è ancora caldo, il ministro è uscito a comprarne un chilo.

    Popolare o conservatore?

    55 anni, Raffaele è figlio di Salvatore Fitto, politico della DC e presidente della Puglia, morto prematuramente in un incidente. Seguendo le orme paterne, Fitto governa la Puglia dal 2000 al 2005 confermandosi il più giovane presidente di Regione della storia della Repubblica. Prima di entrare nel Governo Meloni era stato ministro dei Rapporti con le Regioni (Berlusconi IV). Una volta uscito da FI, Fitto prova a diventare regista di un nuovo polo riunendo centristi, conservatori, popolari e democristiani nel gruppo Direzione Italia (poi Noi con l’Italia), cui aderiscono, fra gli altri, anche Maurizio Lupi, Enrico Costa, Enrico Zanetti, Flavio Tosi. L’esperimento fallisce e Fitto rimedia tra le braccia di Fratelli d’Italia; grazie alla profonda stima che Meloni nutre nei suoi confronti, diventa co-presidente dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR).

    FOTO: Crediti: ANSA/EPA/JOHN THYS

    COMMISSIONE UE GIORGIA MELONI raffaele fitto TOP NEWS URSULA VON DER LEYEN
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Marianna Mancini

    Post correlati

    Opinione Luglio 29, 2026

    Da Lampedusa a Bruxelles: come Meloni ha cambiato l’Europa

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}