armi kiev

Anche la Camera oggi discute sull’invio di aiuti militari a Kiev, mentre aumenta a 459 il bilancio dei bambini morti dall’inizio del conflitto

459 bambini morti e 914 feriti: è il bilancio aggiornato dell’Ufficio del procuratore generale di Kiev che, nel suo report settimanale, parla anche di 13.961 minori illegalmente deportati dalle forze russe di cui al momento risultano rimpatriati solo in 126.

Nonostante il bilancio delle vittime del conflitto si inasprisca di ora in ora, non perde la speranza Zelensky che nel suo incontro all’università Taras Shevchenko di Kiev con l’ex premier britannico Boris Johnson afferma: «credo davvero che riusciremo a vincere la guerra nel 2023». Quanto alle tempistiche in cui finirà la guerra, dipende da “diverse cose” e in particolare dalla “forza all’interno dell’Ucraina e all’esterno con l’aiuto dei partner“. E “non dobbiamo permettere che i processi rallentino all’esterno e all’interno, poiché si prolungherà la guerra“.

Kiev dunque incalza gli alleati occidentali, in particolare sui tank: «abbiamo bisogno di diverse centinaia di carri armati – è tornato a ripetere il capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak – non di 10-20. Il nostro obiettivo è quello di tornare ai confini del 1991 e di punire il nemico, che pagherà per i crimini».

Un appello che lentamente fa breccia anche nelle potenze europee più restie a inviare altro aiuto militare, Germania in primis. Berlino infatti sarebbe pronto ad autorizzare la Polonia a inviare carri armati Leopard a Kiev. A confermarlo sarebbero stati i ministri tedeschi Baerbock e Pistorius, anche se molto si discuterà anche in seno al Consiglio Esteri Ue riunito oggi a Bruxelles in cui si parlerà anche dell’European Peace Facility.

La richiesta di autorizzazione a inviare i carri armati Leopard in Ucraina, fino ai giorni scorsi solo paventata da Varsavia, è stata formalizzata oggi dal primo ministro polacco Mateusz Morawiecki.

La controparte russa non fa attendere la sua risposta: rivolgendosi agli “avversari della Russia” che “continuano ad alzare la posta“, il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov ha ribadito, “avversari della Russia” che “gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti” e che le forze di Mosca “sbricioleranno” tutte le armi e i mezzi militari che l’Occidente fornirà all’Ucraina.

Dello stesso tenore le parole del portavoce Peskov che oggi, rispondendo a una domanda sulle forniture di Leopard tedeschi a Kiev, ha ribadito che i Paesi Ue che “contribuiscono direttamente o indirettamente a inondare l’Ucraina di armi ne sono responsabili, e a pagare per questo pseudo-sostegno sarà il popolo ucraino“.

Armi all’Ucraina, parola al Parlamento anche in Italia

Il dibattito sulle armi si riapre anche in Italia dove oggi, alla Camera, inizia l’esame del dl che prolunga per tutto il 2023 l’autorizzazione al Governo a inviare armi all’Ucraina, già approvato dal Senato. È atteso il via libera definitivo entro giovedì. Sul tema torna a incalzare il presidente del Movimento5Stelle Giuseppe Conte: «riteniamo – spiega a margine di un incontro con la candidata alla presidenza della Regione Lazio Donatella Bianchi a Roma – che questa prospettiva di escalation non porti ad alcuna via d’uscita. Vediamo soltanto una prospettiva di continuo invio ma nessuna prospettiva di negoziato di pace. A Ramstein si è parlato di tutto ma non di negoziati e di pace. La nostra posizione la conoscete: sosteniamo l’Ucraina ma dopo gli invii l’Italia deve essere in prima fila per dare un contributo alla via diplomatica. Quindi non siamo favorevoli a un ulteriore invio».

Mosca espelle ambasciatore estone: “totale russofobia”

La Russia ha espulso l’ambasciatore dell’Estonia, data “totale russofobia” del Governo di Tallinn.

di: Marianna MANCINI

FOTO: FACEBOOK GENERAL STAFF OF ARMED FORCES OF UKRAINE