Il responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio nella bufera
«So per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e ‘cariche istituzionali»: è con queste parole che lo scorso 3 agosto il responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio Marcello De Angelis ha scatenato le polemiche, facendo riferimento agli ex Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini condannati in via definitiva per la strage di Bologna.
Oggi l’autore ha rivendicato il post: «ho detto quello che penso senza timore delle conseguenze. Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso» scrive ancora su Facebook.
Il presidente della Regione Francesco Rocca minimizza parlando di parole “a titolo personale, mosso da una storia familiare che lo ha segnato profondamente e nella quale ha perso affetti importanti“. Rocca ha dichiarato anche che nei prossimi giorni valuterà il da farsi dopo averlo incontrato.
Interrogato sulla vicenda, risponde tranchant Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno: «io non do mai giudizi sugli altri, penso solo a quello che devo fare io. Ho partecipato alla cerimonia del 2 agosto, a Bologna ho trascorso 30 anni, conosco fatti, storie, dinamiche. Quello che dicono altri non mi compete»
Nel pomeriggio il portavoce tenta di placare le polemiche con un nuovo post: «negli ultimi giorni ho espresso delle riflessioni personali sul mio profilo social, che sono invece diventate oggetto di una polemica che ha coinvolto tutti. Intendo scusarmi con quelli – e sono tanti, a partire dalle persone a me più vicine – a cui ho provocato disagi, trascinandoli in una situazione che ha assunto dimensioni per me inimmaginabili» scrive su Facebook.
«Ho altresì il dovere di fare chiarezza su affermazioni che possono essere fraintese per l’enfasi di un testo non ponderato, ma scritto di getto sulla spinta di una sofferenza interiore che non passa ed è stata rinfocolata in questi mesi – aggiunge. – I colleghi giornalisti che quotidianamente e pubblicamente mi definiscono un ex-terrorista – pur nella consapevolezza del fatto che non sono mai stato condannato per nessun atto criminale o gesto di violenza – infangano il mio onore e mi negano la dignità di una intera vita. Perché un terrorista è una persona schifosa e vile. Ho servito e rappresentato le istituzioni democratiche per anni e ne ho il massimo rispetto, così come per tutte le cariche dello Stato, che da parlamentare ho contributo ad eleggere e che oggi sostengo come cittadino elettore. Fra queste e prima di tutte, la Presidenza della nostra Repubblica.
Infine la chiosa: «in merito alla più che quarantennale ricerca della verità sulla strage di Bologna, l’unica mia certezza è il dubbio».
A porre fine alla polemica è il presidente della Regione Lazio che ha annunciato che De Angelis non si dimetterà. Racconta Rocca: «ho incontrato Marcello De Angelis ieri, in tarda serata, e dopo lunghe riflessioni e un attento e sincero confronto, ho deciso di non revocargli la fiducia. Pertanto, manterrà la direzione della Comunicazione Istituzionale in Regione. So bene che, quanto affermato da Marcello De Angelis nei giorni scorsi in relazione alla strage di Bologna, ha offeso e turbato molti ma il suo è stato un errore dettato da un forte coinvolgimento personale e affettivo a tragiche vicende che, tutt’oggi, animano la coscienza e il dibattito politico nazionale. Il mio primo pensiero, in questi giorni, è andato ai familiari delle vittime di Bologna e a quanto una parola sbagliata possa riaprire ferite mai rimarginate».
Prosegue Francesco Rocca sottolineando che “un punto rilevante su cui ci siamo soffermati a lungo è quello, per me fondamentale, del rispetto delle sentenze. Nella mia vita ho sempre cercato di agire con il massimo rispetto per le opinioni altrui e per la libertà di espressione. Non ho mai censurato nessuno, ho fatto del dialogo il mio faro in qualunque tipo di attività intrapresa e cerco di ascoltare il dolore che si cela anche dietro a un passo falso“. Giungendo alla conclusione che “dopo una lunga riflessione ho deciso perciò di comprendere e non allontanare una persona sinceramente addolorata e che, indubbiamente, è una valida risorsa per la mia struttura. Spero che le sue sentite scuse, già espresse sui social, arrivino a tutti quanti con la stessa forza e autenticità che ho percepito io“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/FACEBOOK MARCELLO DE ANGELIS
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