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    Home » Archivio Storico » 2023 » Medvedev minaccia: “se Russia perde, rischio guerra nucleare”
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    Medvedev minaccia: “se Russia perde, rischio guerra nucleare”

    Marianna ManciniDi Marianna ManciniGennaio 19, 2023
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    Zelensky attacca: “non sono certo che Putin sia vivo”. Ancora armi dagli Usa: per Kiev pacchetto da 2,5 miliardi

    L’ex presidente russo Medvedev è tornato a minacciare il mondo sottolineando che per la Russia c’è una sola possibilità, vincere, altrimenti la minaccia è di una guerra nucleare. Commentando la tesi esposta a Davos, secondo cui Mosca dovrà perdere per raggiungere la pace, Medvedev ha detto: “le potenze nucleari non perdono le guerre”. «Domani, alla base Nato di Ramstein, i grandi leader militari discuteranno di nuove tattiche e strategie, nonché della fornitura di nuove armi pesanti e sistemi di attacco all’Ucraina – ha dichiarato Medvedev – un appuntamento che arriva subito dopo il forum Davos dove si è ripetuto come un mantra che per raggiungere la pace la Russia deve perdere».

    Zelensky attacca: “non sono certo che Putin sia vivo”

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto alla “colazione ucraina” di Davos. In questa sede ha dichiarato di non essere sicuro che il leader russo Putin “sia vivo”. «Non sono sicuro che il presidente della Russia che a volte appare… sia lui. Gli addetti ai lavori della TV capiranno: in chroma key appare da qualche parte, non capisco bene se è vivo, o no, se è lui che prende le decisioni o qualcun altro. Che tipo di cerchia di persone? Non ho tali informazioni… non capisco bene come puoi promettere ai leader europei una cosa, e il giorno dopo iniziare un’invasione su vasta scala dello stato. È solo che non capisco bene con chi abbiamo a che fare. Discorsi di pace? Con chi?».

    Nuovo pacchetto di aiuti dagli Usa

    La macchina della guerra trova nuovi fondi: dagli Stati Uniti è in arrivo un altro pacchetto di aiuti militari destinati alla difesa ucraina dal valore di 2,5 miliardi di dollari. La notizia è stata diffusa dalla Cnn che ricorda come si tratti di uno degli stanziamenti più cospicui annunciati da Washington dallo scorso 24 febbraio. I dettagli sono ancora in via di finalizzazione ma si apprende che il pacchetto comprende, fra gli armamenti, anche i veicoli da combattimento Stryker.

    Una mossa che potrebbe essere anche un ammiccamento alla Germania che nei giorni scorsi ha ribadito più volte per voce del cancelliere Scholz, seppur a porte chiuse, che non invierà i carri armati Leopard di fabbricazione tedesca fino al momento in cui non faranno lo stesso anche gli Stati Uniti. Lo ha nuovamente confermato oggi a Reuters una fonte governativa. «Il presidente ritiene che ogni Paese dovrebbe prendere le proprie decisioni sovrane su quali misure di assistenza alla sicurezza e quali tipi di attrezzature sono in grado di fornire all’Ucraina» ha indirettamente risposto oggi la portavoce di Biden.

    Nel frattempo proseguono le indagini per comprendere le cause della tragedia che ieri ha fatto schiantare l’elicottero del Servizio di emergenza ucraino alle porte di Kiev portando alla morte di 14 persone, come ha confermato Zelensky che ha parlato di “diverse teorie”.

    Berlino verso il sì ai tank a Kiev

    Secondo quanto riporta Zdf, potrebbe arrivare presto l’ok della Germania per la consegna a Kiev dei carri armati Leopard: il Governo potrebbe prendere una decisione già oggi. Alcuni Paesi europei alleati dell’Ucraina, tra cui la Polonia, sono pronti a fornire questi moderni tank all’esercito di Kiev ma, essendo i carri di fabbricazione tedesca, è necessaria l’approvazione della Germania per la cessione. Scholz potrebbe direi sì ma solo a condizione che gli Usa consegneranno a loro volta all’Ucraina i carri armati Abrams.

    Michel in viaggio verso Kiev: “meritano il nostro sostegno”

    Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel oggi si recherà a Kiev per incontrare il presidente Zelensky e il premier Denys Shmyhal. «Gli ucraini stanno combattendo per la loro terra, per il futuro dei loro figli – dice Michel in un video postato su Twitter mentre si trova in viaggio. – Ma stanno anche combattendo per i nostri comuni valori europei di pace e prosperità. Hanno bisogno e meritano il nostro sostegno. Discuterò con il presidente Zelensky e il suo team quali altre misure concrete possiamo adottare per assicurarci che siano più forti e più potenti».

    Popkov, il serial killer maniaco che chiede di entrare nei Wagner per combattere in Ucraina

    Mentre l’esercito ucraino attende i rinforzi occidentali, Mosca starebbe per schierare in campo anche Mikhail Popkov, anche noto come il “maniaco di Angarsk”. Il pluriomicida è responsabile dell’omicidio di almeno 80 donne in Siberia; per farlo, caricava le donne a bordo di un veicolo della Polizia, fuori dall’orario di servizio, per violentarle prima e ucciderle poi.

    Popkov avrebbe chiesto di unirsi ai mercenari di Wagner per combattere in Ucraina, anche se non subito come ha spiegato a Rossyia 1: meglio attendere marzo perché “il gran freddo, il gelo è la cosa peggiore“.

    «Anche se sono stato in prigione per dieci anni, non credo che sarà difficile imparare di nuovo tutto» ha spiegato il serial killer vantando un “un addestramento militare, che oggi è più che richiesto“. Il gruppo al momento non avrebbe ancora risposto alla sua proposta.

    di: Marianna MANCINI

    aggiornamenti: Micaela FERRARO

    FOTO: ANSA/EPA/KHAM / POOL

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    Marianna Mancini

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