Aveva gareggiato in una competizione internazionale di arrampicata senza velo
Aveva tentato di giustificarsi, dicendo che il velo le era scivolato, che non aveva nulla a che fare con le proteste contro il regime. Ma non è bastato a convincere il governo degli ayatollah, da mesi ormai in difficoltà nelle piazze dopo le proteste iniziate a seguito della morte di Mahsa Amini in custodia della Polizia Morale. La casa di famiglia dell’atleta iraniana Elnaz Rekabi che lo scorso ottobre, in Corea del Sud, aveva gareggiato in una competizione internazionale di arrampicata sportiva senza velo, è stata demolita per ordine del regime: lo ha reso noto il sito di notizie IranWire.
Rekabi, come la 22enne Masha Amini e altre, troppe donne vittima della repressione di Teheran, sono diventate il simbolo della protesta che si è diffusa in tutto il Paese per maggiori libertà per le donne. Le immagini diffuse da IranWire mostrano una struttura distrutta e medaglie gettate per terra, oltre che il fratello dell’atleta, Davood, in lacrime.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/IRIB