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Il consigliere di Zelensky: “impossibile costringere l’Ucraina a negoziati che non esistono”

Washington avrebbe formalizzato una richiesta indirizzata all’Italia di fornire all’Ucraina un sistema missilistico di difesa aerea.

È quanto sarebbe emerso in seguito al colloquio di lunedì fra il ministro della Difesa Crosetto e il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin. La fornitura sarebbe ricompresa nel sesto decreto Aiuti e riguarderebbe uno dei sistemi a disposizione dell’esercito italiano (Samp/T, Stinger e Aspide).

Secondo quanto riportato dal ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, la Russia e l’India stanno discutendo in merito alla possibilità di una “produzione congiunta di armamenti moderni“. Lavrov ha parlato con il suo omologo indiano Subrahmanyam Jaishankar e ha dichiarato: «abbiamo discusso l’attuale situazione e le prospettive future della nostra cooperazione tecnico-militare, compresa la produzione congiunta di armamenti moderni».

Podolyak: nessuno ci costringa al negoziato

Il consigliere di Zelensky interviene in merito alle pressioni internazionali, in particolare degli Usa, ad aprire uno spiraglio per il dialogo con Putin: «nessuno può costringere l’Ucraina a negoziare con la Russia» è il secco commento di Podolyak che risponde anche a quanto confermato da Sullivan sui canali di comunicazione aperti con il Cremlino.

«È impossibile costringere l’Ucraina a negoziati che non esistono. Perché, e questo è molto importante da capire, la Russia non offre alcun negoziato e non lo ha mai offerto» prosegue, ricordando che “fin dall’inizio” Mosca ha proposto solo “ultimatum“.

Gli risponde indirettamente il vice ministro degli Esteri russo Andrey Rudenko, secondo cui Mosca “non pone condizioni preliminari” all’apertura di negoziati con l’Ucraina, salvo che “Kiev dimostri buona volontà“.

Sullivan ammette: contatti col Cremlino

Washington conferma quanto trapelato ieri da alcune rivelazioni sul WSJ, ammettendo che nonostante il conflitto in Ucraina i canali di comunicazione con Mosca rimangono aperti. È il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan ad affermarlo.

Una comunicazione aperta con il Cremlino è “nell’interesse” degli States, spiega Sullivan, insistendo sul fatto che i funzionari addetti alla diplomazia hanno “gli occhi chiari su chi abbiamo a che fare“.

Dopo l’esclusiva pubblicata dal Wall Street Journal Sullivan ha spiegato, intervenendo ad un evento all’Economic Club di New York, che “lo abbiamo fatto quando è stato necessario chiarire potenziali malintesi e cercare di ridurre i rischi e ridurre la possibilità di catastrofi come il potenziale uso di armi nucleari“.

Bollettino sul campo

Non si fermano gli attacchi russi nel Donetsk, nell’Ucraina orientale, dove ieri sono morti tre civili, precisamente a Bakhmut e Krasnohorivka. Le forze dell’ordine ucraine hanno anche rinvenuto i corpi di quattro civili uccisi dai russi nel corso dell’occupazione a Yampil.

Intanto i russi hanno rilasciato 30 prigionieri di guerra catturati sull’Isola dei Serpenti, liberata lo scorso giugno quando Mosca ha lasciato l’avamposto. Sono in corso le trattative per liberare gli altri soldati. Lo ha reso noto il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino Dmytro Lubinets, ripreso dal Guardian.

Secondo il rapporto quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine nella sola giornata di ieri i russi hanno sferrato 9 attacchi missilistici, 37 raid aerei e oltre 100 attacchi con sistemi a lancio multiplo. Colpiti oltre 25 insediamenti nelle regioni di Kharkiv, Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk, Kherson e Mykolaiv.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MICHAEL REYNOLDS