Il segretario del Pd accusa il centrodestra di aver “lasciato il Paese in bancarotta”
Il segretario del Pd Enrico Letta è tornato a sottolineare che le elezioni del 25 settembre avranno un valore storico: a maggior ragione, dice, “dopo le parole di ieri di Berlusconi sul Quirinale e Mattarella”. «O si sta con noi da questa parte o si sta con la destra dall’altra. Sono certo che alle elezioni l’Italia non arretrerà, non tornerà indietro a quella destra che ha radici nel passato. Sceglierà il futuro, noi: l’Europa». E alla stampa estera, in un video in tre lingue, dichiara: «abbiamo bisogno di un’Europa forte, di un’Europa della salute, di un’Europa della solidarietà. Senza diritto di veto e senza la regola dell’unanimità che i partiti e i governi di destra e di estrema destra nella nostra Europa hanno sempre voluto mantenere. Quello stesso diritto di veto che Orban, amico e alleato della destra italiana, usa ogni volta che ne ha la possibilità per nuocere all’Europa. La destra italiana ha già governato il Paese fino al 2011. L’ultimo governo Berlusconi ha lasciato il Paese sull’orlo della bancarotta. Abbiamo avuto bisogno di anni e anni di sacrifici per superare quella drammatica situazione. I cittadini italiani se li ricordano molto bene».
IL PROGRAMMA DI BERLUSCONI
Silvio Berlusconi, dopo aver fatto discutere circa le sue idee sul presidenzialismo, ha rilasciato una lunga intervista al Giornale parlando del programma elettorale e degli obiettivi di Forza Italia, dalle pensioni alla flat tax, passando per la riforma della giustizia.
«Ognuno di noi conduce la campagna elettorale secondo il suo stile e il suo linguaggio. Non sta a me giudicare quello dei miei alleati. Posso solo dire che a me interessa parlare soprattutto di contenuti, delle cose da fare per l’Italia. Noi ne abbiamo indicate di molto importanti. La flat tax al 23% per tutti, famiglie e imprese, con una non tax area per i primi 13.000 euro che protegga i redditi più bassi e assicuri la progressività – ha detto – nel programma ci sarà l’aumento delle pensioni minime, di anzianità o invalidità fino ai 1000 euro, anche per chi, come le nostre mamme e le nostre nonne, ha lavorato per tutta la vita per la famiglia. La liberalizzazione dell’uso del contante fino a 10.000 euro. Realizzeremo l’abolizione delle autorizzazioni preventive per chi vuole cominciare un’attività o costruire un immobile: basterà una raccomandata al Comune e si potrà partire, i controlli verranno ex post».
Il Cavaliere torna sul discorso del presidenzialismo che ha fatto così discutere accusando la sinistra di essere in malafede: «non ho mai attaccato il Presidente Mattarella, né mai ne ho chiesto le dimissioni. A domanda specifica ho solo detto una cosa scontata, lapalissiana, e cioè che una volta approvata la riforma costituzionale sul Presidenzialismo, prima di procedere all’elezione diretta del nuovo Capo dello Stato, sarebbero necessarie le dimissioni di Mattarella che potrebbe peraltro essere eletto di nuovo».
Il leader di Forza Italia parla anche di riforma della giustizia dichiarando che c’è ancora moltissimo da fare: «per quanto la magistratura sia costituita in maggioranza da persone serie e corrette esiste lo strapotere di una minoranza di magistrati che condiziona il corso della giustizia e che mette in pericolo la libertà di ciascuno. Occorre una riforma nel senso del giusto processo, che significa un processo che condanna i colpevoli, ma tutela gli innocenti. In questo senso la presunzione di innocenza è un principio fondamentale, che troppo spesso viene messo in discussione nel nostro sistema».
BERLUSCONI-MATTARELLA, È POLEMICA
«Enrico Letta ha il coraggio di criticare me, falsificando le mie dichiarazioni, dopo essersi appena alleato con chi invece, come Luigi Di Maio, aveva addirittura chiesto l’impeachment, la messa in stato d’accusa di Mattarella per attentato alla Costituzione. Il tentativo del PD è quello di trasformare la campagna elettorale in uno scontro polemico, probabilmente per coprire la loro povertà di contenuti e le loro profonde divisioni – ha risposto Berlusconi alle critiche di Letta. – Sono amareggiato, e per una volta permettetemi di dire anche profondamente indignato, per la mistificazione in atto da parte della sinistra delle mie parole sul Presidente Mattarella. Evidentemente al Partito Democratico e al suo leader non rimangono altri mezzi che quello di falsificare la realtà».
FRATELLI D’ITALIA DEPOSITA IL SIMBOLO
Fratelli d’Italia ha presentato al Viminale il simbolo del partito, con il nome di Giorgia Meloni che campeggia in primo piano e sotto la fiamma tricolore.
TERZO POLO, IN SICILIA IL CANDIDATO È ARMAO
In una nota congiunta di Azione e Italia Viva viene reso noto che il candidato presidente del Terzo Polo alle Regionali in Sicilia sarà l’attuale vicepresidente, Gaetano Armao.
MOVIMENTO 5 STELLE SI AVVICINA IL VOTO ONLINE
Si avvicina il 16 agosto, data delle parlamentarie del Movimento 5 Stelle. Come si legge sul sito internet del movimento martedì prossimo “sono chiamati a votare, tramite consultazione in rete, anche la proposta del Presidente di un elenco di nominativi, selezionati anche tra coloro che hanno già proposto la propria autocandidatura, da inserire, con criterio di priorità, nelle liste di candidati in uno o più collegi plurinominali“. Viene inoltre spiegato che “il numero di componenti di tale elenco di nominativi proposti dal Presidente non supererà il numero massimo di 12 per la Camera dei Deputati (su un totale di massimo 191 candidati) e di 6 per il Senato della Repubblica (su un totale di massimo 93 candidati)“.
CAPPATO DOMANI A DEPOSITARE IL SIMBOLO DI REFERENDUM E GIUSTIZIA
Marco Cappato ha annunciato che domani depositerà il simbolo della Lista Referendum e Democrazia con Cappato. Cappato ha polemizzato contro le istituzioni per non aver preso in considerazione la proposta di utilizzare la firma digitale per la presentazione di liste elettorali (come fatto nella campagna referendaria per eutanasia e cannabis nell’agosto 2021). Cappato ha dichiarato: «ancora una volta le elezioni sono state truccate per escludere chi non ha rappresentanza in Parlamento. Un sistema fatto per sbarrare la porta a chi sta fuori dal circolo dei partiti che ormai non riescono più a portare il 50% degli italiani a votare. La lista “Referendum e Democrazia” raccoglierà sottoscrizioni necessarie con firma digitale al sito www.listareferendumedemocrazia.it su una piattaforma privata come abbiamo già fatto per i referendum un anno fa. Il rispetto del principio di non discriminazione garantito dalla Costituzione passa anche dal garantire la partecipazione alle elezioni del 25 settembre di chi non ha l’esenzione della raccolta firme».
di: Micaela FERRARO
Aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA
