EPA/FEHIM DEMIR

Il corso d’acqua bosniaco Drina è malato: scarti umani e plastica ricoprono tutta la sua superficie

Chi non credesse ai problemi dell’inquinamento e dell’impatto antropico nel mondo, dovrebbe guardare questa immagine: plastica, rifiuti, addirittura pneumatici ed elettrodomestici portati dalla corrente verso valle. Siamo in Bosnia ed Erzegovina, e il malato in questione è il fiume Drina. Un tempo fiume dalle acque limpide dove nuotavano pesci e si abbeveravano animali; oggi scarico di acque inquinate dove galleggiano bottigliette d’acqua e flaconi vuoti di detersivo.

Nel tratto che si trova nei pressi della cittadina di Višegrad, è rimasta bloccata all’interno di una barriera artificiale, creata per permettere a una centrale idroelettrica di funzionare, una quantità apocalittica di immondizia. Nel fiume ghiacciato per via delle basse temperature sono stati notati anche grossi elettrodomestici, tra cui frigoriferi, e barili ormai arrugginiti, trasportati dopo le violente piogge delle ultime settimane che hanno causato diversi allagamenti. I primi a mostrare al mondo la situazione disastrosa sono stati gli attivisti del collettivo ambientalista Udruženje građana Eko Centar, che stima la presenza di ben 10mila metri cubi di rifiuti in quel tratto del fiume.

Come spiegato dagli attivisti, che hanno diffuso i filmati qua sopra che mostrano le condizioni in cui versa il fiume (346 km di percorso d’acqua lungo tutto i Balcani), per curare il Dnipro ci vorranno circa sei mesi di operazioni e una volta recuperata la spazzatura viene portata nella discarica municipale di Višegrad, dove spesso i rifiuti vengono dati alle fiamme, creando gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini.

di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/FEHIM DEMIR