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L’ex presidente degli Usa nega le accuse di violenza sessuale e adduce come scusa che Carroll “ha detto che essere violentata è sexy” e “ha effettivamente indicato che le è piaciuto”

Sono state rese pubbliche le trascrizioni della testimonianza di Donald Trump in merito alle accusa di violenza sessuale avanzate da Jean Carroll.

L’ex presidente statunitense ha definito la donna una “malata mentale” che avrebbe detto “che essere violentata è sexy“, non solo il tycoon ha anche aggiunto che la donna “ha effettivamente indicato che le è piaciuto, ok?” poi ha negato ogni accusa e affermato di non aver mai conosciuto Carroll.

L’avvocato della vittima di violenza sessuale ha quindi chiesto a Trump se “la sua testimonianza è che Jean Carroll ha detto che le è piaciuto essere aggredita sessualmente da lei?” e l’ex presidente ha risposto che “sulla base dell’intervista rilasciata ad Anderson Cooper, penso che sia questo quello che è successo“. Nell’intervista del 2019 Carroll disse di non voler definire l’aggressione di Trump “stupro che ha così tante connotazioni sessuali” e che per molti è “una fantasia“, mentre quello subito fu “un attacco“.

Già nel 2019 Trump dopo aver offeso e insultato la donna negò l’accusa di stupro perché Carroll “non era il suo tipo“.

Intanto ieri il giudice distrettuale Lewis Kaplan ha rifiutato la richiesta dei legali di Trump di archiviare la denuncia di Carroll e ha ordinato la pubblicazione delle deposizioni. Dalle registrazioni emerge il tono aggressivo dell’ex presidente che lamenta il “dover sprecare un’intera giornata con le vostre ridicole domande” e annuncia azioni legali contro Carroll e i suoi avvocati. Quando gli avvocati chiedono a Trump se abbia mai aggredito o toccato una donna senza il suo consenso il tycoon risponde “no, ma ci può essere qualcuno che mente come la vostra cliente“, attualmente le donne che starebbero mentendo, secondo la tesi di Trump, e lo hanno denunciato per molestie sono 17.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/JUSTIN LANE