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Il gruppo minerario Lkab ha comunicato la scoperta, una svolta per l’indipendenza europea nell’ambito della transizione energetica

Si trova nella regione di Kiruna, nell’estremo Nord della Svezia, e dallo scorso 12 gennaio è considerato il “più grande giacimento conosciuto in Europa” di terre rare. Il sito conterrebbe più di un “milione di tonnellate di ossidi di terre rare” ed è stato scoperto dal gruppo minerario Lkab che frena sulle stime.

L’amministratore delegato del gruppo, Jan Moström, ha spiegato: «questo è il più grande deposito conosciuto di elementi di terre rare nella nostra parte del mondo, e potrebbe diventare un importante tassello per la produzione delle materie prime critiche assolutamente cruciali per la transizione verde. Siamo di fronte a un problema di approvvigionamento. Senza non ci possono essere veicoli elettrici. Prevediamo che ci vorranno diversi anni per studiare il deposito e le condizioni per uno sfruttamento redditizio e sostenibile».

La scoperta, infatti, potrebbe rappresentare una svolta proprio nel momento in cui l’Europa cerca nuove strade per l’indipendenza in materia di terre rare, al momento provenienti soprattutto dalla Cina. Molti dei metalli presenti nel giacimento, tra cui il lantanio, il cerio e lo scandio, parte del gruppo di 17 elementi della tavola periodica detto terre rare, sono necessari per fabbricare le batterie dei veicoli elettrici e le turbine eoliche.

Secondo le stime del gruppo minerario, tuttavia, ci vorranno probabilmente “tra i 10 e i 15 anni” prima di iniziare lo sfruttamento delle materie prime. L’avvio dei lavori per lo studio del deposito dipenderà dalla velocità di ottenimento dei permessi di sfruttamento.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/JONAS EKSTROMER