femminicidio roma

Un 61enne ha ucciso l’ex compagna 35enne raggiungendola in un ristorante e sparandole a bruciapelo

Aveva 35 anni e stava cenando in un ristorante quando il suo ex compagno si è presentato nel locale e l’ha aggredita. Al termine della lite l’uomo ha fatto uscire dal ristorante Brado di Fidene e ha aperto il fuoco su di lei, uccidendola a colpi di pistola.

La polizia è arrivata tempestivamente e ha fermato l’uomo che, dopo aver ucciso Martina Scialdone, avvocatessa 35enne, era fuggito. Per la donna inutile l’intervento dei soccorritori. Oggi la Procura di Roma ha contestato al 61enne, Costantino Bonaiuti, il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, con le aggravanti di aver agito per motivi futili e abietti e contro una persona a lui legata sentimentalmente. Domani l’interrogatorio davanti al gip di Roma.

Intanto si difende dalle accuse il proprietario del ristorante, su cui molti puntano il dito per aver intimato alla donna di “uscire in strada a discutere” per non “disturbare la quiete del locale”; un atto che secondo molti è costato la vita alla giovane donna.

«Abbiamo fatto tutto il possibile allertando le autorità sin dal primo momento» si legge nel post pubblicato su Facebook dal ristoratore. «Oggi e domani rimarremo chiusi per esprimere la massima sensibilità a familiari e amici della vittima – si legge ancora. – Ci teniamo a ringraziare i nostri clienti che hanno collaborato per calmare la situazione e che hanno potuto appurare che abbiamo fatto tutto il possibile allertando le autorità sin dal primo momento. Ringraziamo inoltre in modo particolare una nostra cliente che avendo competenze mediche ha tentato immediatamente di rianimare e dare soccorso alla ragazza».

Secondo quanto riporta Ansa alcuni ragazzi che lavorano nel ristorante hanno spiegato ai commercianti nella zona: «Martina non è mai stata cacciata via dal bagno del nostro locale, è uscita da sola e tutti eravamo ormai convinti che l’uomo si fosse dileguato perché ormai aveva abbandonato il ristorante. Anzi, noi abbiamo tentato di proteggerla. Poi anche lei è andata via: la povera ragazza è stata uccisa a un centinaio di metri dal nostro locale, solo dopo essere stata colpita è tornata indietro ferita e noi ci siamo immediatamente attivati per soccorrerla». Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, “per ora al titolare non viene contestato nulla, ma la questura valuta provvedimenti di sospensione dell’attività”.

Intanto gli inquirenti stanno analizzando le chiamate che il gestore del locale che effettuato al 112 e le condizioni di salute dell’omicida, che non sarebbe affetto da nessun tumore al contrario di quanto raccontato da alcuni suoi colleghi.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamento di: Caterina MAGGI e Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/CONSULUP/AVVOCATI