Il mercato in tutta Europa è cresciuto in soli due anni del 49%
Da moda passeggera a radicamento culturale, la cucina vegana è sempre più apprezzata in Europa, e non necessariamente da chi segue una dieta completamente priva di derivati animali. Sempre più i vegani inseguono le esigenze del mercato, sfornando “riproduzioni” e piatti unici apprezzati anche da chi sostituisce solo alcuni alimenti animali con alternative vegane.
Lo conferma uno studio condotto dall’Università di Hohenheim a Stoccarda e pubblicato su Sciencedirect, che ha intervistato i consumatori di 6 Paesi europei. Il risultato sembra premiare la Germania come nazione che maggiormente apprezza le alternative vegane. Un risultato vero innanzitutto per il latte: il mercato più florido per i prodotti lattiero caseari vegani è proprio quello tedesco.
Così in Germania le aziende recepiscono sempre di più gli stimoli della domanda, tanto da essere il Paese con il maggior numero di nuovi prodotti in arrivo sul mercato in questo settore. In tutta Europa le alternative del latte sono sempre più ricercate, e non necessariamente devono essere un sostituto all’originale vaccino, anzi il consumatore è sempre più propenso a sperimentare nuovi gusti.
Lo conferma il fatto che dal 2020 al 2022 le vendite dei sostituti vegetali del latte sono aumentate del 49%. «All’interno del mercato europeo, tuttavia, l’accoglienza ai nuovi prodotti è stata diversa a seconda del Paese» spiega però Rebecca Hansen del Dipartimento di Mercati Agricoli dell’Università di Hohenheim.
Secondo i ricercatori, ad esempio, a rendere la Germania così aperta verso il mercato dei prodotti caseari vegani è anche il fatto che “le norme sociali e le tradizioni culturali influenzano meno i tedeschi in questo senso rispetto agli abitanti degli altri Paesi“, come spiega ancora Gebhardt.
«Il comportamento alimentare – conclude Gebhardt – è una struttura complessa. Non è plasmato dalle convinzioni individuali dei consumatori, ma è in combinazione con i fattori sociodemografici e l’ambiente culturale, i programmi politici e le questioni ecologiche».
di: Marianna MANCINI
FOTO: PIXABAY
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