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La mobilitazione è iniziata alle 19 del 24 gennaio

Fegica e Figisc hanno confermato lo  sciopero dei benzinai. «Troppo poco e troppo tardi per revocare lo sciopero, rimane confermato» si legge in una nota delle federazioni, nella quale si spiega che che “il tentativo in extremis fatto dal ministro Urso, peraltro apprezzato, non riesce ad intervenire con la necessaria concretezza”. Gli impianti, compresi i self service, resteranno chiusi dalle ore 19 del 24 gennaio alle ore 19 del 26 gennaio sulla rete ordinaria e dalle ore 22 del 24 gennaio alle ore 22 del 26 gennaio sulla viabilità autostradale.

Si fermerà per 24 ore, invece, la Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai)  ha deciso di ridurre lo sciopero a un giorno solo: si fermeranno, quindi, alle ore 19 del 24 gennaio alle ore 19 del 25 gennaio sulla rete ordinaria e dalle ore 22 del 24 gennaio alle ore 22 del 25 gennaio sulla viabilità autostradale.

«In particolare ci sembra un risultato importante la significativa riduzione delle sanzioni, la razionalizzazione della cartellonistica sugli impianti, la rapida convocazione di un tavolo di filiera per affrontare gli annosi problemi del settore, a partire dall’illegalità contrattuale e dal taglio dei costi per le transazioni elettroniche» ha spiegato la sigla.

 Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso auspica “che siano ridotti i disagi per i cittadini”.

In una nota si legge che Urso, confermare che sarà mantenuto nel decreto l’obbligo di esposizione del prezzo medio regionale, al fine di favorire la massima trasparenza a beneficio di tutti, ha presentato nei dettagli i contenuti nell’emendamento, sperando possa portare a un confronto.

È dunque “sbagliato perché penalizzano i cittadini incolpevoli” ma secondo Silvio Berlusconi, il leader di Forza Italia dichiara: «va detto che i benzinai sono stati ingiustamente indicati come speculatori per un andamento dei prezzi che non dipende da loro».

di: Francesca LASI

Aggiornamento di: Alice GEMMA

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