Il nuovo passatempo sarà tradotto nelle undici lingue delle tribù native superstiti del Nord

Servirà a non perdere la straordinaria eredità dei popoli del Nord, ormai ridotti a poche centinaia di individui sparsi in 15 regioni nel circolo polare artico; si tratta di un gioco da tavolo ispirato alle tribù nomadi di queste aree, che la Russia ha deciso di distribuire in più di una dozzina di regioni abitate da minoranze linguistiche autoctone.

Il progetto nasce in realtà nel 2020, quando Karina Sheifer dell’Accademia Russa delle Scienze, dipartimento di Linguistica, diede il via a un progetto di apprendimento delle lingue native delle regioni del nord, messe a rischio dai cambiamenti antropici e dalle persecuzioni degli ultimi decenni. A supportare il progetto è stata anche l’agenzia federale degli affari giovanili e per lo sviluppo del nord (Pora). Sheifer spiega: «avevo questo idea, di fare un gioco da tavolo, da un po’ di tempo; come linguista sul campo ho viaggiato molto nel nord della Russia e ogni anno riuscivo a vedere il lento declino della popolazione indigena, dei piccoli gruppi che ancora parlano le lingue native. C’è voluto molto – continua – per mettere appunto questo gioco. Ma finalmente la designer Olesya Stetsenko e io abbiamo creato una serie, i giochi dei campi nomadi, in 11 lingue da distribuire in 15 regioni tra il Nord, la Siberia e l’estremo oriente. Dovrebbero essere distribuiti circa 4,450 set di questo gioco».

Il gioco è pensato per 16 giocatori e ogni set ha a disposizione un dizionario e 60 carte. La trama è basata sulla cultura nazionale dei Popoli del Nord: i personaggi sono animali che vivono in un territorio con una particolare lingua in comune, tra Evenk, Even ma anche Koryak, Alutor, Dolgan, Yukagir della tundra, Yukagir dei popoli boschivi e i loro dialetti. Questi giochi sono stati prodotti in pochi esemplari, non più di 300, su richiesta delle tribù: « è molto difficile oggi calcolare quante persone parlando lingue rare in Russia. Non esiste un censimento che possa registrare questo quesito, soprattutto è difficile determinare se un indigeno sa appena qualche parola o se parla fluentemente». Attualmente per esempio, gli Evenk sono un gruppo di appena 77 mila individui, di cui 40 mila vivono in Russia. In questo momento solo il 35% circa di questi nativi sembra parlare la sua lingua madre. Anche gli Even parlanti, un gruppo riconducibile etnicamente agli Evenks, sono appena 20 mila persone.

di: Caterina MAGGI

FOTO: PIXABAY