Il nipote del poeta attende il riscontro della magistratura dopo le analisi che confermano la presenza di una tossina nel sangue dello zio
È intenzionato ad andare fino in fondo Rodofo Reyes, avvocato e nipote di Pablo Neruda che ha denunciato l’omicidio dello zio, alla luce di recenti riscontri autoptici sulla salma del pittore.
L’uccisione di Neruda “è un fatto che non si può più occultare” denuncia ancora Reyes, forte delle analisi forensi effettuate da un panel di esperti internazionali che ha rinvenuto tracce di una tossina nel corpo dell’artista cileno. Tali analisi, effettuate in due diversi laboratori in Canada e Danimarca, dimostrerebbero infatti la “falsità del certificato di morte che nel 1973 affermava che mio zio era morto per effetto delle metastasi del cancro alla prostata che gli era stato diagnosticato“.
Nello specifico, è stata riscontrata la presenza di una tossina botulinica; il batterio clostridium botolinium gli sarebbe stato iniettato mentre era ancora in vita, ricoverato presso la clinica di Santiago dove sarebbe morto poche ore dopo la somministrazione. «Al di là di come è stata introdotta la tossina, e di chi l’ha introdotta, non si può più negare la presenza di un’arma biologica nel corpo di Neruda, si tratta di un fatto» spiega ancora l’avvocato.
Reyes ha rivendicato l’azione legale del suo team auspicando che le indagini della magistratura si possano concludere entro l’anno: «manca solo la decisione della giudice Paola Plaza» ha spiegato a Santiago durante una conferenza con l’associazione dei corrispondenti esteri.
La magistratura indaga dopo una denuncia avanzata dal Partito comunista cileno e dalla famiglia di Neruda.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/CAR