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    Home » Archivio Storico » 2023 » Dnipro, 35 morti. Zelensky: “ricerche finché ci sarà speranza”
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    Dnipro, 35 morti. Zelensky: “ricerche finché ci sarà speranza”

    Caterina MaggiDi Caterina MaggiGennaio 16, 2023
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    Si scava ancora, decine i dispersi

    «Combattiamo per ogni persona e le operazioni di salvataggio dureranno finché ci sarà anche la più piccola speranza di salvare una vita», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l’attacco a Dnipro che ha causato 35 morti, bilancio che è destinato a salire. Zelensky ha sottolineato che “la rimozione dei detriti continua” e che “decine di persone sono state salvate dalle macerie, tra cui 6 bambini”.

    Si continua a scavare disperatamente, dunque, anche se ogni minuto che passa è un minuto tolto alla speranza di trovare ancora sopravvissuti.

    A diverse ore dall’attacco, un video di Afp ritrae il salvataggio della 23enne Anastasia Shvets è stata estratta viva dalle macerie. Una 40ina di persone risultano ancora disperse. Oltre al condominio, “72 appartamenti sono stati distrutti e più di 230 sono stati danneggiati“, prosegue il presidente, e sono almeno tra le 100 e le 200 le persone sono senza casa mentre 1700 sono rimaste senza elettricità, come riferisce il vice capo della presidenza Kyrylo Tymoshenko.

    Valentin Reznichenko, capo dell’amministrazione statale regionale di Dnepropetrovsk, ha spiegato su Telegram: «il missile nemico ha ucciso 29 persone. 73 feriti, 30 dei quali in ospedale, 12 gravemente. L’operazione di ricerca a Dnipro va avanti da più di un giorno. Più di 550 soccorritori, poliziotti, medici, lavoratori dei servizi pubblici e volontari lavorano senza sosta. I vigili del fuoco hanno finalmente spento l’incendio divampato dall’impatto».

    Negli attacchi di ieri su 6 regioni del Paese, le forze russe hanno preso di mira le infrastrutture energetiche e colpito, come a Dnipro, anche zone residenziali. Secondo il governo ucraino ci sono almeno sette bambini tra i feriti, tra cui un piccolo di 3 anni. I soccorritori hanno lavorato tutta la notte per estrarre, fortunatamente viva, dalle macerie una donna in un’altra casa distrutta. Su Dnipro arriva anche il cordoglio e la vicinanza dei “vicini di casa” di Kiev, come la Polonia tramite il primo ministro Mateusz Morawiecki che condivide il video di Zelensky sull’evento bellico e aggiunge: “la Russia continua intenzionalmente a commettere crimini di guerra contro i civili. È disumano. Dobbiamo agire ora e farli smettere”.

    E gli allarmi anti aereo hanno suonato in tutta l’Ucraina in un’altra notte di terrore. «Degli oltre 30 missili lanciati sull’Ucraina – assicura tuttavia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky- durante il giorno, più di 20 sono stati abbattuti. Sono centinaia di vite salvate. Ringrazio la nostra Aeronautica Militare, i nostri caccia antiaerei e tutti coloro che aiutano». Ora Kiev chiede all’Occidente di fare di più, compreso il Vaticano. Lo chiede per voce di Andriy Yermak, capo dell’Ufficio della presidenza ucraina intervista da Skytg24. Yermak ribadisce il «grande apprezzamento da Kiev del supporto permanente all’Ucraina da parte del Papa e dell’importanza che ci sia presto una sua visita nel Paese come un vero passo verso l’installazione della pace» e aggiunge: «penso che sia giunto il momento per il Papa di visitare l’Ucraina e dare così un segnale molto chiaro che è la Russia che deve fermare ciò che ha avviato».

    Da Zelensky arriva una ferma condanna al “silenzio codardo” che popolo russo. «Il vostro codardo silenzio, il vostro tentativo di aspettare la fine di ciò che sta accadendo, finirà solo con il fatto che un giorno questi stessi terroristi verranno a prendervi» le parole del presidente ucraino, che poi ha aggiunto, in russo, come i russi “anche in quest’occasione non hanno voluto pronunciare parole di condanna per il terrore che stanno scatenando“.

    Mosca: “Kiev vuole screditarci sul grano”

    Secondo l’agenzia Tass, che cita una struttura di coordinamento del ministero della Difesa russo: “il servizio di sicurezza ucraino sta preparando una provocazione nella regione di Kharkiv per incolpare la Russia di un deficit alimentare”.

    “Il servizio di sicurezza ucraino – spiega la struttura di coordinamento per la risposta umanitaria della Federazione – sta tramando una grande provocazione nei prossimi giorni per screditare la Russia come parte dell’accordo sul grano e accusarla di causare una crisi alimentare in Ucraina. Il servizio di sicurezza ucraino ha inviato un gruppo di posamine a Volchansk, nella regione di Kharkiv, per un sabotaggio” ha aggiunto il ministero della Difesa russo. In una dichiarazione del medesimo ministero si legge che: “un gruppo di posamine ucraini e fino a 30 ufficiali dei servizi di sicurezza ucraini sono arrivati a Volchansk, nella regione di Kharkiv, per preparare il sabotaggio”.

    Ucraina, la guerra dei bambini

    Sono loro, i bambini, le vittime innocenti del conflitto iniziato il 24 febbraio 2022. Lo confermano i dati aggiornati del bilancio del procuratore generale ucraino, riportati da Ukrinform: 454 i minori rimasti uccisi, oltre 894 i feriti che hanno riportato lesioni di vario grado. La maggior parte delle vittime è stata colpita nella regione del Donetsk (429), seguono quelle di Kharkiv (269), Kiev (117), Kherson (83), Mykolaiv (82), Zaporizhzhia (81), Chernihiv (68), Lugansk (66) ed infine l’oblast di Dnipropetrovsk (55).

    Putin: “tutto secondo i piani”

    Bluff o pragmatismo? Chissà cosa si cela dietro le parole di Vladimir Putin, che in un’intervista tv (lo cita la Tass) sostiene che: «la dinamica dell’operazione speciale è positiva. Tutto si sta sviluppando nell’ambito del piano del ministero della Difesa e dello Stato Maggiore. Spero che i nostri combattenti ci soddisfino con dei risultati». Putin sottolinea che tra gli obiettivi vi è: «la protezione delle persone oggetto di bullismo e genocidio da parte del regime di Kiev per otto anni – mentre l’obiettivo finale è – la liberazione del Donbass e la creazione di condizioni che garantiscano la sicurezza della stessa Russia».

    di: Caterina MAGGI

    FOTO: ANSA/DSSU / SERVIZIO DI FRONTIERE DI STATO UCRAINA

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