Ci si prepara allo sciopero dei benzinai di domani, il governo tenta un’ultima mediazione

Il panico degli automobilisti si vede nelle lunghe code alle stazioni di rifornimento prese d’assalto a Vicenza, mentre l’orologio corre verso lo sciopero dei benzinai di domani e giovedì. Sin dalla mattinata automobilisti sono pazientemente in coda per fare carburante. Già in pausa pranzo si sono verificati grandi afflussi, ma il numero maggiore di incolonnamenti è previsto nel tardo pomeriggio, sino alle 19, quando scatterà lo stop, anche dei self-service. I benzinai incroceranno infatti le braccia a partire dalle 19 di oggi, 22 sulle autostrade.

Non tutte le stazioni di servizio parteciperanno alla serrata. Sulla rete stradale ordinaria, il numero minimo di pompe aperte, scelte dalle singole prefetture, è pari al 50% di quelle attive nei giorni festivi. Per quanto riguarda le autostrade e alcune arterie ad alto flusso di traffico, spetta alle Regioni individuare quali distributori devono rimanere aperti.

Il governo sta tentando una mediazione in extremis, convocando al Ministero delle Imprese e del Made in Italy i gestori dei distributori di carburante. Lo si apprende da fonti informate, secondo cui alcune delegazioni si collegheranno da remoto e non riusciranno ad essere presenti.

Intanto, si è venuto a sapere che anche durante le 48 ore di sciopero sarà possibile fare rifornimento: alcune stazioni rimarranno aperte. Sulla rete stradale ordinaria, il numero minimo di pompe aperte, scelte dalle singole prefetture, è pari al 50% di quelle attive nei giorni festivi. Per quanto riguarda le autostrade e alcune arterie ad alto flusso di traffico, spetta alle Regioni individuare quali distributori devono rimanere aperti. Secondo quanto pubblicato sul sito della “Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome” (www.regioni.it), saranno 175 gli impianti attivi nei due giorni di sciopero sull’intera rete autostradale, sul Grande Raccordo Anulare di Roma, sulla tangenziale di Napoli e su alcune strade consolari equamente distribuite in tutta Italia. Durante le 48 ore di agitazione, rimarranno aperte anche quelle aderenti all’Asnali, l’Associazione nazionale autonoma liberi imprenditori, i cui associati non aderiranno ad alcuna forma di protesta.

di: Caterina MAGGI
FOTO: SHUTTERSTOCK