openAI

La novità è ChatGPT, uno strumento di scrittura gratuito lanciato in versione Beta il 30 novembre scorso

“Un investimento pluriennale e multimiliardario”, così è stato definito OpenAI startup del settore dell’intelligenza artificiale, su cui ha messo le mani Microsoft investendo, secondo il sito Semafor, 10 miliardi di dollari.

Si pensa sia la terza fase di una partnership con la startup, con sede a San Francisco, iniziata nel 2019 con un investimento da 1 miliardo di dollari e un secondo fase nel 2021.

OpenAi è produttrice di ChatGPT, uno strumento di scrittura gratuito lanciato in versione Beta il 30 novembre scorso. Il pubblico è stato subito attratto dalle enormi possibilità di nuovi progressi nell’intelligenza artificiale, interessandosi quindi allo strumento.

È parte di “machine learning” ovvero una nuova generazione di un sottosistema di intelligenza artificiale, capace di “conversare” e produrre nuove immagini e video basati su quanto appreso da un vasto database digitale.

Un grande “affare” che già si dice sostituirà gli attuali motori di ricerca, tanto che Microsoft aveva annunciato l’inserimento dell’AI sul suo Bing. Redmond pensa che questa partnership rafforzata potrà aiutare “ad accelerare le scoperte dell’intelligenza artificiale, per garantire che questi vantaggi siano ampiamente condivisi con il mondo”.

OpenAI è stata fondata da Sam Altman nel 2015 dopo il lancio di ChatGPT. Altman pensa che cinque giorni dopo lo usava già un milione di persone. Alcune prove hanno mostrato come la chat è in grado di rispondere in maniera articolata a diverse domande, su diversi argomenti tra cui etica, filosofia, religione oppure cucina.

È capace poi di “dialogare” in diverse lingue, compreso l’italiano, ma i risultati migliori si ottengono con l’inglese. La chat non ha grande precisione per i dati successivi al 2021 ma sta “imparando” velocemente. Proprio per questo motivo, l’investimento di Microsoft consentirà un’ulteriore spinta nello sviluppo di questo strumento che molti indicano come il “motore di ricerca del futuro”.

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK