In una lettera Alessandro Del Pozzo afferma che “non può essersi trattato di un raptus” e che Martina Patti “non è pazza” ma ha premeditato l’uccisione della figlia. Venerdì sarà eseguita anche l’autopsia sul corpo della bimba
Si terrà domani l’interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo di Martina Patti, la 23enne accusata dell‘omicidio della figlia Elena Del Pozzo, di quasi cinque anni.
L’udienza è stata fissata per le 09.30 dalla Giudice per le indagini preliminari Daniela Monaco Crea.
Patti è accusata di omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere.
Sempre venerdì 17 giugno, dalle 08.30, sarà eseguita l’autopsia sul corpo della bambina nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro di Catania.
La Procura e l’avvocato Gabriele Celesti, difensore della 23enne, hanno nominato i propri consulenti di parte.
Arrivano anche le dichiarazioni del padre della bimba, Alessandro Del Pozzo. «Sono distrutto e mi sento un vuoto dentro incolmabile. Ho sempre promesso a mia figlia che l’avrei tenuta al sicuro come ogni buon padre farebbe, avrei dato la vita al posto suo – ha scritto in una lettera il giovane – Un omicidio in cui ci si crea pure un alibi e si occulta il corpo non può essere un raptus di pazzia. Martina è un mostro non meritava una figlia come Elena, speciale e unica in tutto. Non potevo mai e, dico mai, pensare che l’avrei dovuta proteggere proprio da sua madre. Tutti parlano dell’amore della mamma, ma nessuno parla mai dei sacrifici che fa un papà. Elena vive ogni giorno dentro il mio cuore».
Del Pozzo fa, poi, riferimento alla gelosia della donna nei confronti della sua nuova compagna, considerata come uno dei possibili moventi del delitto. «Ho sentito parlare di pazzia e di gelosia morbosa ma non ho sentito parlare di cattiveria e di sadismo – prosegue il padre di Elena – come si può reputare un raptus quello che ha fatto Martina? È stato un omicidio premeditato e studiato in ogni particolare. I momenti di pazzia sono susseguiti da momenti di lucidità. Non si è nemmeno pentita di aver ucciso la bambina, anzi ha messo Elena dentro dei sacchi della spazzatura, l’ha sotterrata, si è ripulita e ha ripulito, ha inventato un sequestro creandosi un alibi e ha colpito la sua macchina per inscenare un’aggressione! 24 ore di bugie»
Del Pozzo specifica che non rilascerà interviste “perché troppo addolorato da ciò che è successo, ma lo reputo giusto nei confronti di mia figlia” e che l’avvocato di Martina Patti “può solo parlare e sprecare fiato, perché davanti alla realtà non ci sono parole che possano cambiarla”.
«Amo mia figlia – continua il giovane – più di ogni altra cosa al mondo. Era uguale a me in tutto e per tutto e Martina me l’ha uccisa. Me l’ha portata via non perché non volesse che legasse con la mia compagna, ma perché voleva mettermela contro. Le parlava male di me ogni giorno ed Elena me lo veniva a raccontare. Non ci sarebbe potuta riuscire perché io ed Elena siamo una cosa sola e lei la odiava per questo. Ha tentato tanto di parlare male di me fino al giorno che ha capito che non ci sarebbe riuscita e ha studiato come ammazzarla».
Secondo Del Pozzo, Patti “ha preso Elena dall’asilo un’ora prima perché già era preparata mentalmente. E questa è una chiara prova di una mente sana in grado di organizzarsi. Un suicidio sarebbe stato più plausibile. Elena aveva tutta la vita davanti e tanti traguardi da raggiungere”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA
