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L’ex presidente della Carige riceve un’altra brutta notizia: 3 anni per ostacolo dell’autorità di vigilanza

Sono ancora dolori in tribunale per Giovanni Berneschi, ex presidente di Banca Carige, condannato oggi a tre anni dal tribunale di Roma per aver ostacolato l’autorità di vigilanza e aver indotto, attraverso i suoi comportamenti e le sue azioni, centinaia di risparmiatori a investire su titoli il cui valore, lui sapeva, era destinato a colare a picco. Nello specifico ciò che è econtestato a lui ed altri imputati è aver creato un sistema apposito per nascondere la reale situazione dell’istituto bancario, grazie a false informazioni fornite a Consob e Bankitalia.

Non è la prima volta che Berneschi finisce nei guai con la legge: l’uomo era stato già condannato a tre anni e quattro mesi, comminati dal tribunale di Savona per il crac Nucera alla fine di dicembre. Oltre a Berneschi è stato condannato l’intero management della banca in carica al tempo dei fatti. I giudici hanno comminato a otto dei dieci imputati una condanna a due anni con la sospensione condizionale. Tra loro l’ex direttore generale Ennio Lamonica, l’ex condirettore Daria Bagnasco, Paolo Odone (presidente dell’Aeroporto ed ex Camera di commercio), l’ex consigliere Luca Bonsignore, insieme a Alessandro Scajola (fratello dell’ex ministro e attuale sindaco d’Imperia Claudio) a Mario Venturino, Ivo De Michelis, Remo Checconi. Ha scampato la condanna invece Maurizio Marchiori, così come l’istituto bancario Carige, in giudizio per responsabilità amministrativa.

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/ LUCA ZENNARO