Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » Non stiamo giocando
    Archivio

    Non stiamo giocando

    Francesca LasiDi Francesca LasiGiugno 17, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    TV TELEVISIONE
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Quando le accuse di abusi e violenze sessuali si abbattono sul mondo dei programmi per famiglie

    L’attore Juan Darthés, noto per il suo ruolo ne Il Mondo di Patty, è stato condannato in secondo grado da un tribunale brasiliano a 6 anni di carcere per lo stupro dell’attrice Thelma Fardin, anche lei interprete della serie tv argentina. La sentenza arriva dopo anni di lotta di Fardin, che nel 2018 ha denunciato Darthés diventando il volto e il simbolo del movimento MeToo argentino.

    La violenza sessuale è avvenuta in Nicaragua nel 2009, quando Fardin aveva 16 anni e Darthés 45. Gli attori stavano partecipando a un tour per promuovere Il Mondo di Patty (Patito Feo), grande successo tra bambini e adolescenti, in cui Thelma Fardin interpretava Giusy Beltrán, amica della protagonista Patty Castro (Laura Esquivel), mentre Darthés dava il volto a Leandro Díaz Rivarola, padre di Patty.

    Come riporta il quotidiano argentino Clarín, nel maggio 2023 Darthés era stato assolto in primo grado, ma il Tribunale di San Paolo ha accettato il ricorso presentato da Fardin e il 10 giugno ha ribaltato la sentenza. L’uomo è stato condannato a 6 anni di reclusione in regime semiaperto (una tipologia di pena che non esiste in Argentina), ovvero godrà della propria libertà ma dovrà tornare a dormire in carcere. Tuttavia la sentenza, spiega la testata argentina, non è ancora definitiva dato che la difesa dell’uomo potrebbe presentare appello. Al momento, però, non ci sono notizie in tal senso.

    Dopo la sentenza Thelma Fardin ha tenuto una conferenza stampa nella sede argentina di Amnesty International. «Questo è uno scenario al quale non ero preparata perché avevo quasi perso la speranza e la fiducia nella giustizia – ha dichiarato Fardin –  Il mio caso ha avuto giustizia, ma non sempre accade così».

     L’attrice ha poi scritto un messaggio sul suo profilo Instagram. «Grazie a tutte le persone che mi hanno accompagnato, a tutti coloro che mi hanno creduto, appoggiato e sostenuto. Coloro che hanno visto il mio dolore e mi hanno aiutato ad andare avanti – si legge nel post di Fardin – Non ho mai cercato vendetta, volevo dare giustizia e risarcimento a quella bambina che sono stata. Volevo poter guardare negli occhi dei miei figli e dirgli che ho fatto tutto quello che potevo perché il mondo che nel quale li avrei portati fosse più giusto. Oggi questo è un messaggio di speranza per tutte le persone che hanno sofferto e che attualmente stanno subendo violenza. È la speranza che la giustizia possa arrivare. Per quanto forte possa essere la persona, per quanta complicità si incontra da parte del sistema. Mi dissero di andare in tribunale e sono andata, sono arrivata fino in Nicaragua, mi sono sottoposta a esami infiniti. Dovevamo trovare giustizia in Brasile dove si è rifugiato l’uomo che abusò di me. Ci siamo rivolti alla cooperazione nazionale e oggi abbiamo ottenuto una sentenza storica, che costituisce un precedente per molte altre vittime. Ma la giustizia la costruiamo tutti, pe questo è fondamentale che se qualcuno ti racconta la sua storia, il suo dolore, no lo si deve giudicare o dargli colpe. Abbiamo bisogno di empatia e accoglienza per poter permettere che più persone parlino. I pregiudizi ci sono sempre stati sulle vittime, quando il giudizio dovrebbe essere solamente sui colpevoli. La giustizia molte volte non è riparatrice, per questo deve esserlo il racconto sociale». L’attrice ha concluso così il suo messaggio: «Non stiamo più in silenzio».

    https://www.instagram.com/p/C8DQrwCvBcG/?img_index=1

    La storia

    La battaglia legale (ma anche culturale) portata avanti da Thelma Fardin è stata molto lunga e intricata. Anche dal punto di vista giuridico visto il coinvolgimento di tre Paesi: il Nicaragua, in cui è avvenuta la violenza, l’Argentina (l’attrice ha cittadinanza argentina) e il Brasile (Paese in cui è nato Darthés, che ha doppia cittadinanza, argentina e brasiliana). Ma andiamo con ordine. La denuncia dell’attrice nei confronti di Juan Darthés arriva il 4 dicembre 2018 e viene resa pubblica il 10 dicembre. Già in precedenza altre tre attrici, Calu Rivero, Anita Coacci e Natalia Juncos, avevano raccontato di essere state abusate da Darthés.

    Nel 2018, poco dopo la denuncia, Fardin gira un video in cui racconta la violenza subìta che viene presentato durante una conferenza stampa del collettivo Actrices Argentinas in un teatro di Buenos Aires. Nel filmato Fardin afferma di aver trovato il coraggio di parlare grazie “a chi ha parlato prima”, ovvero Rivero, Coacci e Juncos. In seguito l’attrice Griselda Siciliani, interprete di Carmen ne Il Mondo di Patty, racconta di essere stata insultata da Darthés, motivo che l’ha spinta a rinunciare al tour promozionale della serie, in cui l’attore era l’unico adulto.

    Si scatena, così, un caso mediatico che apre un grande dibattito in Argentina sul tema delle molestie sessuali nello spettacolo. Subito diventa virale l’hashtag #Miracomonospomemos (“Guarda come diventiamo”): il video di Thelma Fardin si conclude con una serie di filmati in cui alcune persone pronunciano questa frase. Perché?  Nel video l’attrice racconta di come Darthés le abbia preso la mano costringendola a sentire la sua erezione ed esclamando «Mirá cómo me ponés», «Guarda come mi fai diventare». Interviene anche l’allora presidente argentino Mauricio Macri, che decide di far ritirare uno spot televisivo contro la violenza sulle donne, promosso dal Ministero dello Sviluppo Sociale, a cui aveva preso parte anche Juan Darthés.

    Nel frattempo l’attore continuare a negare le accuse e durante un’intervista televisiva incolpa Fardin, accusandola di aver cercato di baciarlo contro la sua volontà. Nel frattempo, però, arriva l’accusa di un’altra attrice, Gianella Neyra.

    Pochi giorni dopo la denuncia di Fardin il Pubblico Ministero e la Polizia Nazionale del Nicaragua – Paese in cui è avvenuta la violenza – annunciano di aver aperto un’indagine, come riportato dal sito di informazione argentino Infobae. Successivamente Darthés fugge in Brasile, suo Paese natale, che non consente l’estradizione, e quindi non permette alla polizia nicaraguense di interrogarlo. Nell’ottobre 2019 l’ufficio del procuratore nicaraguense accusa formalmente Juan Darthés di stupro e abusi sessuali. Tramite il suo legale, l’attore chiede di non emettere alcun mandato di cattura e di indagare sul passato di Fardin, richiesta, però, respinta da un giudice del Nicaragua che, invece, accoglie le richieste dell’accusa. Il mandato di cattura internazionale nei confronti dell’attore viene emesso nel gennaio 2020: Darthés viene incriminato ufficialmente.

    Thelma Fardin durante la conferenza stampa con Amnesty International il 10 giugno 2024 – ANSA/EPA/STRINGER

    Il processo davanti alla Corte federale di San Paolo inizia nel 2021 ma viene sospeso nel febbraio 2022 dopo che la Corte d’appello accoglie un’eccezione di incompetenza per territorio presentata dalla difesa. Quest’ultima sosteneva che i tribunali federali non avessero alcuna competenza nei casi di stupro, che spetta invece ai tribunali locali. Il processo riprende nell’ottobre 2022 e nel maggio 2023 Darthés viene assoltoin primo grado dalla Corte federale di Giustizia di San Paolo.

    Pochi giorni fa, però, arriva la sentenza del Tribunale di San Paolo, che in secondo grado condanna l’attore a 6 anni di reclusione.

    La vicenda ha avuto un impatto fortissimo nel mondo dello spettacolo e nell’opinione pubblica argentina, segnando uno spartiacque nel racconto delle violenze e degli abusi sessuali. Molte sono le personalità note che si sono schierate dalla parte di Fardin e delle survivor.

    Il caso Jimmy Savile

    Non è, ovviamente, la prima volta che l’ombra degli abusi e della violenza sessuale cala sui programmi per famiglie, l’infanzia e l’adolescenza.

    Jim’Il Fix It è stato un programma molto noto in Inghilterra, andato in onda tra il 1975 e il 1994 (e poi nel 2007 come Jim’ll Fix It Strikes Again) sulla BBC, condotto dal popolarissimo presentatore, dj radiofonico e filantropo Jimmy Savile. Questo il format: telespettatori e telespettatrici, soprattutto bambini e bambine, scrivevano lettere in cui chiedevano a Savile di esaudire i loro desideri (come incontrare un cantante o un personaggio famoso, o addirittura volare come Peter Pan) e il presentatore li esaudiva. Jimmy Savile era amatissimo in patria, non solo perché entrava tutti i giorni nelle case della popolazione britannica (è stato, tra l’altro, il primo conduttore di Top Of The Pops) ma anche per le sue attività di beneficenza. Un anno dopo la sua morte, avvenuta nell’ottobre 2011, le cose cambiarono: grazie a diverse inchieste si scoprì che Savile per decenni abusò sessualmente di centinaia e centinaia di bambine e ragazze, sia minorenni (la maggior parte), sia maggiorenni. La polizia aprì un’indagine ed esaminò oltre 400 casi relativi a bambine e donne dai cinque ai 75 anni e ad almeno un bambino. Tante delle vittime erano persone ricoverate negli ospedali a cui il conduttore aveva accesso proprio grazie alle attività benefiche in cui era coinvolto. 

    La vicenda ha travolto l’intera BBC. Nell’ottobre 2012, un anno dopo la morte di Jimmy Savile, Peter Rippon, direttore di Newsnight, una delle più note trasmissioni di approfondimento giornalistico del network britannico, era stato rimosso dal suo incarico per aver deciso, un anno prima, di non mandare in onda un’inchiesta che svelava gli abusi sessuali compiuti dal conduttore. Rippon sostenne la sua decisione affermando che, secondo lui, non c’erano prove abbastanza forti a sostegno delle accuse.

    Jimmy Savile era un dj e conduttore ella BBC – ANSA/EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

    Pochi giorni prima delle dimissioni di Rippon, la rete privata britannica ITV mandò in onda un documentario che raccoglieva le testimonianze di diverse donne violentate da Savile fin dagli anni Settanta, quando erano minorenni. Allora scoppiò il caso. In realtà le voci e i sospetti sugli abusi commessi da Savile circolavano già quando il presentatore era in vita ma si sono moltiplicate dopo l’avvento di Internet.

    Dieci anni dopo la storia di Jimmy Savile è stata raccontata anche nel documentario I crimini di Jimmy Savile (il cui titolo originale è Jimmy Savile: A British Horror Story). La docuserie, disponibile su Netflix, mostra del potere di cui godeva Savile, amico anche dell’allora prima ministra del Regno Unito Margaret Thatcher , considerato “national treasure”, tesoro nazionale, e che agì indisturbato per decenni grazie alla protezione data dal potere e dalla fama.

    Brian Peck e alcune personalità di Nickelodeon

    Nel 2003 l’attore e poi dialogue coach Brian Peck è stato arrestato per abusi sessuali su minori. Venti anni dopo l’attore Drake Bell ha rivelato nel documentario Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV  di essere stato vittima degli abusi di Peck, incontrato mentre entrambi lavoravanoa una produzione Nickelodeon, nota emittente statunitense dedicata a programmi per bambini e ragazzi. Brian Peck è stato condannato a 16 mesi di prigione e gli è stato ordinato di registrarsi come molestatore sessuale (sex offender). All’epoca molte personalità di Hollywood si sono schierate dalla parte di Peck e scrissero addirittura una lettera al giudice per chiedere una condanna meno severa per il dialogue coach. Successivamente, però, alcuni si sono pentiti e hanno chiesto scusa a Bell.

    Ti potrebbe interessare Le accuse di molestie e abusi sessuali nello show business statunitense

    Il documentario si concentra proprio su Nickelodeon, che a cavallo tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila è stata artefice di serie per ragazzi e ragazze di grandissimo successo come iCarly, Amanda Show, Sam & Cat, Drake & Josh, Zoey 101, e sul ruolo dell’ex produttore, sceneggiatore e showrunner Dan Schneider. La docuserie racconta dell’ambiente tossico, degli abusi di potere, delle aggressioni sessuali subìte da molti giovanissimi attori delle produzioni dell’emittente televisiva. Secondo il documentario Schneider avrebbe creato un ambiente di lavoro abusivo, sessista, razzista, con sketch sessualizzanti con protagoniste attrici minorenni. Va ricordato, però, che Schneider non è accusato di alcun reato.

    Altre due persone che hanno lavorato per il network, invece, sono state condannate per abusi sessuali su minori. Si tratta dell’assistente di produzione Jason Handy, condannato a 6 anni di reclusione, e dell’animatore Ezel Channel, condannato a 7 anni e quattro mesi di prigione.

    di: Francesca LASI

    FOTO: SHUTTERSTOCK/GORODENKOFF

    il mondo di patty jimmy savile nickelodeon programmi per bambini TOP NEWS
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Francesca Lasi

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}