Un’organizzazione disegnata sul cliente e i suoi obbiettivi, pronta a rispondere a tutte le esigenze: la ricetta Noema
Dare forma a un’idea astratta e trasformarla in un obiettivo realistico: così opera Noema, Professional Congress Organizer, come ci racconta la CEO Maddalena Bracchetti.
Qual è la sua storia in azienda?
«Il mio percorso professionale inizia nel 2000, anno in cui approdo da libera professionista nell’azienda, di cui poi nel giro di pochi anni divento amministratore delegato e poi rilevo le quote societarie. Sono stata fin da subito motivata a crescere e fortemente orientata alla conquista di nuovi orizzonti prima nella mia città, Bologna, poi a livello italiano e internazionale arrivando a lavorare in tutti i Continenti, con tutto quello che significa lo sforzo legato alle complessità di ingresso in certi mercati. La mia formazione non è stata lineare ma trovo che in molte occasioni sia stato un punto di forza perché attingendo agli strumenti e alla sensibilità che avevo acquisito con una facoltà non prettamente economica, la conoscenza delle lingue, l’aver viaggiato e vissuto molto all’estero sono stati tutti pezzi di un puzzle che ad un certo punto si è composto. Questo mondo, fatto di trasferte, continue sfide e cambiamenti, si è cucito perfettamente su di me e su come volevo vivere la mia vita professionale che, poi, nel caso dell’imprenditore, non è distante dalla vita privata».
Quali novità ha portato in azienda?
«La scelta strategica principale è stata lo sviluppo dell’ambito medico, tuttora un settore prevalente e predominante ma non esaustivo dell’offerta di Noema, che negli anni ha significato lavorare con moltissimi professionisti di diverse discipline mediche per l’organizzazione dei loro convegni, con aziende farmaceutiche e di dispositivi medici che si sono affidate a noi per la gestione di loro eventi corporate, con società scientifiche, quindi con numeri molto alti di partecipanti, 800/1.000 persone in Italia e all’estero. Queste attività si sono affiancate ad asset già presenti in azienda, congressi di altri professionisti, eventi per aziende e anche qualche evento privato. Un altro cambiamento importante è stato quello di formare la mia squadra di lavoro: la mia volontà è stata fin dal principio di mantenere una stabilità nel personale e promuovo fortemente una costanza nell’organico. Lo spirito del team non è solo sul versante esecutivo ma anche sulla presa in carico dei settori e dei diversi aspetti organizzati: io do un orientamento ma grazie ad anni di lavoro fianco a fianco riusciamo ad avere un’efficienza davvero elevata. L’organizzazione è estremamente flessibile, piegata sul cliente e su come la strategia identificata evolve. Siamo medio-piccoli, veloci e siamo cresciuti insieme, organizziamo oltre un centinaio di eventi all’anno con uno staff che varia tra i 12 e i 15 dipendenti, tutte donne».
Cosa vi distingue dai competitor?
«Credo che non sia l’evento in sé ciò che qualifica un’azienda, ma come viene organizzato. Il congresso di per sé ha delle costanti, attività che chiunque faccia questo mestiere è abituato a svolgere e conosce, ma l’aspetto che ci contraddistingue è che per noi il cliente è prima di tutto una persona che sa cosa vuole realizzare ma non sa come farlo. Noi rendiamo concreto e reale quello che lui ha in mente. Più che organizzatori noi siamo consulenti, la strategia viene disegnata sulla specificità di ciascuno, l’esperienza e gli obiettivi. Così ci approcciamo agli eventi: non c’è un template, bisogna conoscere il cliente e identificare le strategie, costruire eventi possibili e in linea con la sua aspettativa per conseguire obiettivi di medio/lungo termine. Il che significa anche rifiutarsi di lavorare con persone che hanno degli obiettivi per noi non accettabili. Questa nostra filosofia ci ha premiati, come dimostra l’alta percentuale di persone che da oltre 15 anni ci sceglie».
Anche il lockdown è stato un’occasione di crescita…
«Ho ricalibrato temporaneamente tutto il mio asset, ho protetto le mie ragazze, e ho colto l’opportunità di far diventare parte del nostro core business un ramo d’azienda assente, ovvero l’ambito di teleconferenze, webinar, eventi ibridi, formazione a distanza. Sono sopravvissuta in un momento critico, portando avanti un un know how che non avevo e, quando è finita la crisi, l’ho sviluppato potenziando la mia azienda. Anche in questo caso il risultato è stato frutto di quello spirito di collaborazione, di unione di intenti, e di persone che legano la loro storia alla mia storia. Questo è il nostro DNA: trovare soluzioni innovative, di cambiamento rapido, di adeguamento specifico alle situazioni che rapidamente evolvono».
Quali sono i progetti per il vostro futuro?
«Negli anni questa strategia mi ha dato tante soddisfazioni e il futuro non prevede uno stravolgimento delle regole d’ingaggio, ma eventualmente una saggia politica di implementazione continua. Siamo convinti che questo sia un modello vincente, quindi lo vogliamo rifinire, integrare, perfezionare, ma non stravolgere. Un altro obiettivo è quello di continuare a lavorare sulle risorse umane, proseguire la ricerca di personale con le stesse motivazioni, abilità e caratteristiche, non comuni ma parte integrante del modo di lavorare di Noema».
Crescere senza stravolgere il modello: è questo il domani di Noema, un domani già vincente.
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