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La polizia denuncia infiltrazioni di black bloc alle manifestazioni

Non intendono cedere un passo le centinaia di militanti del clima, che manifestano oggi a Luetzerath, Germania, contro lo sgombero nel borgo occupato dagli attivisti, iniziato due giorni fa. I manifestanti vogliono impedire le estrazioni di carbone del colosso energetico Rwe; ieri sera nelle loro fila è arrivata anche Greta Thunberg, per esprimere il suo sostegno alla causa.

Il piccolo borgo è disabitato da almeno un anno: gli ultimi residenti lo hanno lasciato un anno fa, e gli attivisti hanno occupato le strutture agricole abbandonate, costruendo case sugli alberi. E ora non intendono lasciare la loro casa alle ruspe della compagnia del carbone, nonostante le operazioni di sgombero vadano avanti. In particolare la polizia non sta riuscendo a scacciarli dal tunnel, nel quale diversi manifestanti si sono assiepati rifiutandosi di uscire, trincerandosi dentro con il cibo necessario per sopravvivere all’assedio. Stando ai numeri fatti dalla polizia, circa 470 attivisti hanno già lasciato il sito di Luetzerath, e 320 di questi lo avrebbero fatto volontariamente; sono però ancora 10 mila quelli che rimangono nel sito tedesco. Tra questi, secondo quanto denuncia la polizia: «la maggior parte sono pacifici ma ci sono degli elementi esterni, come i black block, che stanno alimentando gli scontri con le forze dell’ordine – sostiene ai microfoni di Ansa il portavoce della polizia di Aquisgrana, Dietmar Bruening – non sono gli attivisti del clima a lanciare razzi contro la polizia».

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/RONALD WITTEK