Sono emerse cure negate a persone migranti con epilessia o tumori e cibo scaduto servito nella mensa
Orrore nel Centro di permanenza per i rimpatri di via Corelli, a Milano. La guardia di finanza del Capoluogo meneghino ha effettuato delle perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta per frode in pubbliche forniture e turbativa d’asta e ha scoperto situazioni agghiaccianti: cure negate a persone migranti “affette da epilessia” o “tumore al cervello”, cibo “maleodorante, avariato e scaduto” e con vermi servito nella mensa, persone trascinate di peso, persone con problematiche di salute mentale lasciate dormire per terra e tentati suicidi.
L’inchiesta per frode delle pubbliche forniture e “turbata libertà degli incanti” è partita dopo le denunce sulla situazione in cui vivono le persone migranti all’interno della struttura.
Sotto la lente di ingrandimento dei pm c’è la società Martinina srl, che gestisce il Cpr e sui quattro milioni e 398mila euro di appalto della Prefettura. Sono indagati l’amministratrice della società Consiglia Caruso e il figlio Alessandro Forlenza, amministratore di fatto della società di proprietà della moglie Paola Cianciulli, che non è indagata.
Nel mirino dei pm ci sarebbero “espedienti maliziosi e ingannevoli” per far apparire l’appalto “conforme agli obblighi”. I 40,18 euro a persona migrante al giorno, però, non servirebbero per prestare servizi e prestare assistenza alle persone migranti. Alcuni di loro, viene riferito, sono “affetti da epilessia, epatite, tumore al cervello, gravi patologie psichiatriche, tossicodipendenti” e sono stati “considerati idonei alla vita in comunità ristretta”. Nel decreto di ispezione videoregistrata si legge che i” servizi pattuiti con la Prefettura” erano stati negati o erano “largamente insufficienti”, soprattutto le “prestazioni sanitarie specialistiche”.
La società ha gestito anche il cpr di Palazzo San Gervasio a Potenza e un cpr a Taranto. Il cpr di via Corelli è già stato al centro di polemiche, denunce pubbliche ed esposti da parte delle associazioni Naga, Asgi e la Rete No ai Cpr – Mai più lager, che, dopo essere entrate nel centro con l’allora senatore Gregorio De Falco, hanno pubblicato il report Delle pene senza delitti. La Prefettura ha fatto sapere di aver già multato la Martinina per le “condotte ritenute contrarie agli obblighi contrattuali”.
Stando a quanto riferito, si ipotizza che la gara indetta da corso Monforte sia stata truccata attraverso la presentazione di “documentazione contraffatta” e “firme apocrife“, compresa quella di una persona defunta. L’obiettivo, viene riferito, sarebbe stato quello di far risultare falsi protocolli di intesa con onlus, associazioni e catene della distribuzione alimentare. Consiglia Caruso avrebbe depositato falsi contratti di acquisto con aziende dei distributori automatici di bevande e snack a prezzi sociali: servizi che hanno permesso di ottenere l’appalto da 40 euro al giorno, quasi il doppio di quanto ricevono le coop che si occupano di accoglienza, che in realtà non sarebbero stati “mai resi”.
di: Francesca LASI
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