L’ex ct ha spiegato che si è trattato di una “scelta personale”, ma poi l’attacco a Gravina: “non c’era più fiducia”
Il commissario tecnico della nazionale, Roberto Mancini, ha annunciato il suo addio agli azzurri su Instagram, spiegando si sia trattato di “una mia scelta personale” e ringraziando “il presidente federale, Gabriele Gravina, per la fiducia, insieme a tutti i membri della Figc. Saluto e ringrazio tutti i miei giocatori e tifosi che mi hanno accompagnato in questi cinque anni. Porterò sempre nel cuore la straordinaria vittoria dell’Europeo 2020“.
La Federazione aveva annunciato di aver “preso atto delle dimissioni di Roberto Mancini dalla carica di Commissario Tecnico della Nazionale italiana, ricevute ieri nella tarda serata“. La FIGC ha poi aggiunto che “tenuto conto degli importanti e ravvicinati impegni per le qualificazioni a Uefa Euro 2024 (10 e 12 settembre con Nord Macedonia e Ucraina), la FIGC comunicherà nei prossimi giorni il nome del nuovo CT della Nazionale“. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, si è detto “sorpreso, dispiaciuto, perplesso. Il tempo aiuterà a comprendere le ragioni di questa scelta e della tempistica. Un ringraziamento a Roberto Mancini per quello che ha fatto e dato da ct della nostra Nazionale in questi anni“. Marianna Puolo, madre dell’ex ct, ha dichiarato di non saperne nulla, dato che “noi con Roberto non parliamo mai del suo lavoro. È stato sempre così il nostro rapporto. Ci interessa solo che stia bene. Lui è una persona molto onesta e generosa. Roberto è una brava persona, con un cuore grande. Non ha mai veramente superato la morte di Gianluca Vialli. Era legatissimo a lui“.
Le motivazioni
«Non mi è sembrato di trovare il clima con cui era cominciata questa avventura. Se ad un allenatore toccano lo staff di fiducia è come certificare la mancanza di fiducia nel gruppo di lavoro. Mica ho ucciso qualcuno e mi sembra di essere stato trattato come non meritavo. Circolano troppe cose che non rispecchiano la realtà. Ho solo esercitato un diritto alle dimissioni, Perché così tanti attacchi così violenti sul piano personale?», ha spiegato l’ex ct in un’intervista a Il Messaggero. A Repubblica invece spiega: «ho cercato più volte di parlare con Gravina ed esporgli le mie ragioni. Gli ho spiegato che in questi mesi mi doveva dare tranquillità, lui non l’ha fatto e io mi sono dimesso. Si è mai visto un presidente federale che cambia lo staff di un ct? Gravina è da un anno che voleva rivoluzionarlo, io gli ho fatto capire che non poteva, che al massimo poteva inserire un paio di figure in più, ma che non poteva privarmi di due persone di un gruppo di lavoro che funzionava, che funziona e che ha vinto l’Europeo. Semmai sono io che potevo sostituire un membro dello staff. È da un po’ di tempo che lui pensava cose opposte alle mie. Ma allora perché intervenire sullo staff? Cosa c’entra? A quel punto doveva mandare via me. Invece ha colto l’occasione perché alcuni miei collaboratori erano in scadenza e ha giocato su questo. Io potevo essere più duro, certo, ma pensavo lo capisse da solo. Dovevo farlo prima? Può darsi. Ma io ho lasciato la Nazionale a 25 giorni dalla prossima partita, non tre. E penso di essere sempre stato corretto in questi anni».
Secondo i media arabi, nello specifico il quotidiano sportivo Arriyadiyah, Mancini sarà il nuovo ct dell’Arabia Saudita. Sarebbe il primo italiano a sedere sulla panchina araba, e il 19esimo europeo.
Sul post-Mancini a quanto si apprende la Figc avrebbe intenzione di ingaggiare Luciano Spalletti, il nodo da sciogliere è però la penale prevista dal contratto con il Napoli in caso di nuova panchina durante la stagione.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/John Sibley