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Il presidente francese dopo l’incontro con l’omologo Xi Jinping chiede una “autonomia strategica” europea ricordando che “il nazionalismo porta alla guerra”

Al termine delle 6 ore di incontro con l’omologo cinese Xi Jinping il presidente francese Emmanuel Macron ha rilasciato un’intervista a Politico.eu. Dall’intervista emerge la preoccupazione dell’inquilino dell’Eliseo introno al “grande rischio” che l’Europa corre, quello cioè di essere partecipe di “crisi che non sono le nostre, che le impediscono di costruire la sua autonomia strategica“. Macron sostiene dunque l’importanza di ridurre la dipendenza europea dagli Stati Uniti per evitare di partecipare al possibile scontro tra Cina e Stati Uniti intorno a Taiwan.

«Se le tensioni tra le due superpotenze si surriscaldano non avremo il tempo né le risorse per finanziare la nostra autonomia strategica e diventeremo vassalli» ha dichiarato il presidente francese.

Fonti dell’Eliseo ascoltate dall’Ansa riportano che Macron “ha spesso detto che la Francia non è equidistante tra gli Stati Uniti e la Cina. Gli Stati Uniti sono i nostri alleati, condividiamo valori comuni“, inoltre precisano che la Cina è “al tempo stesso un ‘partner, un concorrente e un rivale sistemico’” e che Parigi desidera “costruire un’agenda comune per ridurre le tensioni e trattare le grandi questioni globali e internazionali” con Pechino.

Le parole dell’intervista di Macron sono state accolte positivamente dalla Cina, sia il presidente sia il Partito comunista cinese hanno infatti sostenuto il concetto di autonomia strategica esposto da Macron. Da Pechino poi è stata ribadita la convinzione che l’Occidente sia in declino e la Cina in ascesa.

Macron contestato all’Aia

Dopo essere intervenuto sul fronte orientale, il titolare dell’Eliseo torna a parlare di Europa anche all’Aia, nei Paesi Bassi, da dove si rivolge al Vecchio Continente: «dobbiamo continuare a sognare come europei – afferma. – Essere patrioti ed essere europei è compatibile». Macron cita anche il suo predecessore Francois Mitterrand, ricordando che “il nazionalismo porta alla guerra“.

L’atteso discorso sulla sovranità europea pronunciato al Dutch Nexus Institute ha ricevuto però le contestazioni di alcuni manifestanti che, prima di essere accompagnati fuori dalla sicurezza, hanno dispiegato uno striscione contro Macron con la scritta “presidente della violenza e dell’ipocrisia“.

«Dov’è la democrazia francese?» urlano i manifestanti che accusano il presidente, fra le altre cose, di non rispettare la convenzione sul clima. Non mancano riferimenti ai guai interni per Macron relativi alla riforma delle pensioni: «Nessuno ascolta… avete milioni di persone in piazza…». Il presidente lascia che l’ordine venga ripristinato nella sala e poi risponde: «un dibattito sociale è molto importante. Posso rispondere a tutte le domande di cui discutiamo in Francia, questa è una democrazia e una democrazia è esattamente un posto in cui possiamo manifestare».

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/REMKO DE WAAL