Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » L’uomo che dipingeva i sogni
    Uncategorized

    L’uomo che dipingeva i sogni

    RedazioneDi RedazioneSettembre 1, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Dal 14 settembre al Museo Storico della Fanteria di Roma un viaggio nel mondo creativo di uno dei maggiori artisti del Novecento: Joan Mirò

    “L’arte può anche morire, quello che conta è che abbiamo sparso semi sulla terra”. In questa breve citazione è racchiusa la chiave di lettura dell’intera opera di Joan Mirò, non solo uno degli artisti più importanti del Novecento ma anche “il più surrealista di tutti”, come definito dal suo amico e a sua volta teorico del movimento André Robert Breton. A Mirò, tra i tanti meriti, ne va riconosciuto uno fondamentale: è stato in grado di dipingere sulla tela qualcosa che è difficile rappresentare in qualsivoglia forma d’arte. I sogni. Ed è questo potere così universale che viene celebrato nella mostra a lui dedicata, Mirò – Il costruttore di sogni, in programma al Museo Storico della Fanteria di Roma dal 14 settembre 2024 al 23 febbraio 2025. Il Mondo SMCE ne ha parlato con il curatore dell’esposizione, il dottor Vincenzo Sanfo.

    Come emerge il vissuto di Mirò nella sua arte e come viene raccontato nella mostra?
    «Mirò come sappiamo appartiene, insieme a Dalì e Picasso, a questo straordinario trittico di artisti spagnoli che hanno cambiato il corso della storia dell’arte e che in gioventù si sono sentiti attratti da Parigi, dalla grande rivoluzione impressionista in corso in città. Il primo a raggiungere la capitale francese fu Picasso nel 1900, poi intorno al 1919, 1920, lo raggiunse Mirò. Qui l’artista scoprì un nuovo modo di fare arte e si trovò immerso in un mondo completamente diverso rispetto a quello che aveva conosciuto in Spagna, ancora legata a una tradizione pittorica ottocentesca. Fu così che ebbe inizio la sua carriera».

    Mirò passa attraverso eventi storici importantissimi, che influenzano tanto la sua arte: a 17 anni il tifo, ma poi soprattutto il franchismo…
    «Mirò fu un grande anti franchista. Arrivò in Francia scappando dagli obblighi e dai dettami del regime. Si trasferì dapprima in piccolo paesino nel Sud del Paese, dove iniziò a fare una serie di lavori di pre surrealismo che avevano però già questa visione: osservati oggi ricordano alcuni grotteschi di Bosch, alcune cose di Francisco Goya, non erano ancora così gioiose, felici e libertarie come poi saranno in seguito le sue opere. In mostra questo periodo è ampiamente documentato con lavori risalenti agli anni Venti e Trenta in cui i colori sono scuri, cupi, restituiscono il senso di oppressione che l’autore aveva dentro per via degli eventi storici che si susseguivano. La Spagna era dilaniata da una vera lotta fratricida, per questo quello di quegli anni è un Mirò particolare, che in mostra sarà presente».

    Il dottor Vincenzo Sanfo, curatore della mostra. Per gentile concessione

    Quali sono le grandi influenze che Mirò ha subito e hanno contribuito a renderlo il pittore che è poi diventato?
    «Mirò è stato influenzato ovviamente dai rimandi della pittura spagnola grottesca di Goya e Bosch, che aveva ammirato al Prado. Tramite loro l’elemento surreale e magico era entrato a far parte della sua mentalità artistica. Però in un secondo momento a Parigi scoprì un elemento più ludico, grazie a Ernst, a Tzara, con cui peraltro condivideva gran parte delle sue giornate negli appartamenti di Montmartre. In questa fase, si nutrì di lettura fantastica, surreale, e la fece sua in maniera del tutto personale».

    Mirò è un artista unico sotto molti punti di vista: quali sono le caratteristiche che hanno contribuito a renderlo immortale?
    «Quello che gli deve essere senz’altro riconosciuto è la facilità del segno, che è abbastanza unica: con pochi tratti è in grado di evocare qualcosa che non descrive mai del tutto. Mirò accenna degli elementi che poi noi guardiamo e riusciamo a completare in qualche modo, servendoci della nostra fantasia. È questo il grande segreto di Mirò, che lo fa diventare un pittore universale: dare agli spettatori la possibilità di interagire con ciò che ha realizzato. Ma non solo: ha la capacità di farsi ispirare dai segni, da una macchia; lui trasforma ciò che gli succede intorno, ciò che vede, in linee e figure quasi astratte. La chiave di volta del suo stile artistico è un viaggio in Giappone, dove scopre la pittura calligrafica: a partire da questo momento imprime al suo lavoro un ritmo tutto nuovo, sviluppa un linguaggio che gli permetterà poi di essere riconosciuto a livello internazionale, perché arriva a chiunque; è a questo punto che Mirò diventa universale».

    Rupestre XI
    1979
    Acquaforte
    56 x 76 cm
    Collezione privata, Francia

    Entriamo nel vivo della mostra, com’è suddivisa e come si snoda lungo il percorso artistico del pittore?
    «È una mostra molto grande, ci sono oltre 150 opere esposte. Si parte dalla vita di Mirò negli anni Venti e si arriva fino all’ultimo lavoro, realizzato per la Biennale di Venezia due anni prima della sua scomparsa. Il percorso è molto ampio e all’interno si trovano tutti gli esempi della sua arte. È molto godibile, molto colorato, è una mostra viva che crea in chi guarda la volontà di continuare a vedere, a esplorare. Quelle di Mirò sono sempre mostre che lasciano il segno, che entrano nello spirito di chi guarda e quindi sono certo che per chi verrà a vedere “il costruttore di sogni” sarà una sorpresa e una gioia per gli occhi e per la mente. Di solito le persone escono felici e rapite da questa leggerezza, da questo senso di ritorno alla fanciullezza che traspare dalle sue opere. Ognuno di noi in fondo si porta dentro un bambino interiore, il bambino che siamo stati e che non è mai scomparso del tutto e Mirò riesce sempre a riportarlo alla luce».

    Affascinati dalle sue parole, abbiamo chiesto al dottor Sanfo di spiegarci il perché di quel titolo, “costruttore di sogni”: «quando guardiamo un’opera di Mirò non vediamo qualcosa di concluso: dentro il quadro c’è un microcosmo che dobbiamo riuscire a identificare, a tirare fuori. E ognuno di noi lo fa in modo diverso. Lo spettatore non è passivo, gli è richiesto di completare l’immagine, il dipinto, e questo ci dà la possibilità di sognare». Mirò è un artista che parla al cuore di chi interagisce con il prodotto della sua arte e questo è un potere enorme che trascende il tempo e lo spazio: è ciò che lo rende immortale. Ogni essere umano vede e interpreta i segni di Mirò in modo personale e per completare il quadro, per carpirne il significato, che è sempre personale e imprescindibile, è “costretto” a usare quella “cassetta degli attrezzi” messa in campo dall’artista che è piena della forza motrice più potente di tutte. I sogni.

    In copertina
    Lithographie I (dettaglio)
    1972
    Stampate da Mourlot
    25 x 32 cm
    Collezione privata, Italia

    #autunnoinarte
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Redazione

    Post correlati

    Attualità Settembre 22, 2026

    Quando il cognome diventa un’eredità

    Archivio Ottobre 2, 2024

    Campioni sui muri

    Uncategorized Settembre 30, 2024

    Sinfo One festeggia i 40 anni di attività celebrando la sua forza: clienti e dipendenti come un unico grande team

    Uncategorized Settembre 28, 2024

    Una stella superattiva

    Uncategorized Settembre 25, 2024

    Chiapas, 30 anni dopo

    Uncategorized Settembre 25, 2024

    Dalla A alla Z e oltre

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}