torri gemelle

Un giudice ha negato la richiesta dei familiari delle vittime poiché il Governo dei talebani non è riconosciuto come legittimo

Semaforo rosso per le vittime degli attacchi alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. I familiari dei sopravvissuti avevano infatti chiesto di rifarsi sulla Banca centrale dell’Afghanistan come risarcimento danni. Una richiesta che faceva leva sulla corresponsabilità dei talebani che all’epoca dei fatti avevano consentito ai militanti di al-Qaeda di operare nel Paese.

Il giudice statunitense George Daniels ha però respinto la richiesta, che ammontava a 3,5 miliardi di dollari (circa 3,3 miliardi di euro) in beni da sequestrare all’istituto centrale afghano.

Il giudice ha giustificato il rigetto dell’istanza sulla base della Costituzione. Nonostante infatti sentenze precedenti riconoscessero la responsabilità dei talebani, acconsentire all’accesso ai fondi, già congelati, significherebbe stabilire una corrispondenza diretta fra il Governo legittimo dell’Afghanistan e i talibans.

È stata però la stessa amministrazione Biden a non riconoscere la legittimità del Governo dei talebani. La decisione non può dunque essere posta in capo a un giudice.

«Le vittime – si legge nella sentenza di Daniels – hanno il diritto di essere risarciti per il peggior attacco terroristico nella storia della nostra nazione, ma non possono farlo con i fondi della banca centrale dell’Afghanistan».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/HUBERT MICHAEL BOESL