Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » La vedova nera
    Archivio

    La vedova nera

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleMaggio 17, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Dalla morte del marito – il dissidente russo Navalny – Yulia Navalnaya ha scelto di raccoglierne l’eredità politica. Una scelta coraggiosa e in salita

    «Qualcun altro dovrebbe essere al mio posto, ma quella persona è stata uccisa da Vladimir Putin. Uccidendo Alexei, Putin ha ucciso metà di me, metà del mio cuore e della mia anima. Ma ho ancora la parte restante e mi dice che non ho il diritto di arrendermi». Con queste parole pronunciate in un video pubblicato su YouTube il 19 febbraio 2024 – tre giorni dopo la morte del marito, il dissidente russo Alexei Navalny, avvenuta durante la sua detenzione nel carcere di massima sicurezza IK-3 a Kharp – Yulia Navalnaya ha annunciato il suo impegno politico.

    Yulia Borisovna Abrosimova, nonostante sia stata un passo indietro rispetto al marito durante la sua attività politica, da anni è un volto noto dell’opposizione a Putin, non solo in Russia. Uno dei momenti di massima esposizione mediatica è avvenuto nell’agosto del 2020 quando Navalny, avvelenato con l’agente nervino Novichok, solo grazie alle pressioni della moglie, degli avvocati e dei collaboratori, ha ottenuto la possibilità di sottoporsi alle terapie a Berlino. Dall’inizio della detenzione del marito, avvenuta a seguito del suo rientro in Russia dalla Germania, Navalnaya sempre più spesso ha parlato in pubblico, per lo più diffondendo messaggi del marito.

    Laureata presso la Facoltà di Relazioni economiche internazionali dell’Università di Plechanov, ha incontrato Navalny per la prima volta in Turchia nel 1998, mentre entrambi erano in vacanza. I due si sono sposati nel 2000 e la coppia ha avuto due figli, dopo la nascita del primogenito nel 2001 Navalnaya ha lasciato il lavoro in banca. Nello stesso anno del matrimonio la coppia ha aderito al partito liberale e nazionalista Jabloko da cui Navalnaya è uscita nel 2010 (a seguito dell’espulsione del marito) in contrasto alla linea del segretario Grigorij Javlinskij. Durante l’attività politica e di blogger del marito Navalnaya è restata a suo fianco, ma in ombra, come ha spiegato alla rivista statunitense Harper’s Bazaar: «il mio compito principale è che la nostra famiglia rimanga la stessa, nonostante tutto». Questo spiega anche il diniego alla richiesta di scendere in campo che nel 2020 è arrivata a Navalnaya da Svetlana Tikhanovskaya, moglie del dissidente bielorusso Sergei Tikhanovsky, candidata alle elezioni presidenziali bielorusse alla guida di un grande movimento di protesta contro Alexander Lukashenko (elezioni che sono state vinte da Lukashenko e che sono costate una condanna a 15 anni di prigione per cospirazione per Tikhanovskaya che da allora si trova in esilio in Lituania).

    Tutto questo, alla morte di Navalny, inevitabilmente è mutato.

    “La sensazione principale che provavo era che non dovevo rilassarmi, mostrare debolezza”, ha dichiarato Navalnaya in un’intervista al giornalista russo Yury Dud, sostenendo che “se crollo io, cadranno tutti”. Così, raccogliendo tutta la sua forza, ha deciso di scendere in campo e a poche ora dalla notizia della morte del marito ha attaccato frontalmente il presidente russo Putin tenendo comunque il suo discorso alla conferenza di Monaco sulla sicurezza, spiegando di aver riflettuto “se rimanere qua o andare dai miei figli, poi ho pensato a cosa avrebbe fatto Navalny e sono sicura che sarebbe rimasto”.

    Nel video dove ha annunciato l’intenzione di portare avanti il lavoro del marito Navalnaya ha dichiarato: «la cosa più importante che possiamo fare per Alexei e per noi stessi è continuare a lottare. Continuerò il lavoro di Alexei Navalny. Continuerò a lottare per il nostro Paese, e vi chiedo di stare al mio fianco». Sin da subito la stampa russa più vicina al presidente ha iniziato a screditare la figura di Navalnaya sostenendo fosse manovrata dall’Occidente – sottolineando come lei e i figli vivano da anni all’estero – e proprio il fatto che Navalnaya non viva in Russia è la maggiore differenza tra lei e il marito. La vedova dell’oppositore, che con la secondogenita vive in Germania da anni, rischia l’incarcerazione in caso di suo ritorno in Russia – come era stato sottolineato in occasione di un’udienza di Navalny nel giugno 2023 dal sito di proprietà statale Russia Today – per “sostegno a un’organizzazione estremista”.

    Così, mentre ad aprile 2024 Time inserisce la nuova leader dell’opposizione russa tra le 100 persone più influenti dell’anno, Navalnaya si trova di fronte alla complicata sfida di prendere le redini del lavoro del marito e riorganizzare l’opposizione nel Paese dove, a seguito della repressione portata avanti dal presidente Putin, gli oppositori più noti si trovano o in prigione, come il giornalista, attivista e vicepresidente di Russia Aperta Vladimir Kara-Murza o il politico Ilya Yashin (entrambi alleati di Navalny), arrestati nel 2022 il primo è stato condannato a 25 anni di carcere, il secondo a più di 8 anni; oppure in esilio, come il campione di scacchi Garry Kasparov (vive negli Stati Uniti) e l’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky (vive in Inghilterra dopo aver passato quasi 10 anni in carcere); o sono morti, come Boris Nemtsov ucciso in circostanze misteriose nel 2015.

    Navalnaya, che si trova dunque a dismettere i panni di first lady dell’opposizione per incarnarne il volto, da un lato rischia di essere dipinta dal Cremlino come politica demagogica lontana da quel popolo russo che dice di voler aiutare, impegnata in vertici e cerimonie in Occidente; dall’altro potrebbe usare a proprio vantaggio questa libertà di muoversi nel mondo democratico e puntare l’attenzione sulla situazione in Russia facendo pressioni sui leader più influenti. Un altro fattore a favore di Navalnaya, sostiene la giornalista Yevgenia Markovna Albats, è che “il suo potere è il suo movente”, ovvero che la sua fame di giustizia nel vendicare politicamente il marito le conferisce un’autorità morale molto potente nel cuore dei russi; Navalnaya indica come missione rimanere in contatto con i sostenitori dell’opposizione russa e soprattutto mandare un chiaro messaggio a Putin e alla classe dirigente: “se hanno ucciso Alexei, allora mi farò avanti. Se mi fanno qualcosa, un’altra persona arriverà”, sicura che in Russia il sentimento anti-Putin sia forte, come hanno dimostrato tutti i cittadini scesi in piazza alla notizia della morte di Navalny e in occasione dei suoi funerali, ma anche i molti che hanno manifestato contro la guerra in Ucraina, ribadendo in un’intervista a Time che in molti in Russia si oppongono alle politiche del presidente anche se si limitano a resistere perché “non tutti sono pronti ad essere un eroe”. Data la repressione perpetrata da oltre 20 anni nel Paese ogni minima espressione di dissenso in pubblico è un atto eroico che comporta seri rischi per chi la compie, così, oltre che per non rendere vana la morte del marito, anche per tutti questi piccoli eroi Navalnaya si dice pronte a combattere. Navalnaya si trova davanti alla possibilità di costruire un’alternativa reale e concreta a Putin, cogliendo l’eredità del marito e portandola a un livello superiore, facendo rete con le altre realtà dissidenti, lasciando da parte il nazionalismo, che è stato uno dei centri della politica di Navalny, ma potrebbe essere un limite.

    #copertina
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Flavia Dell'Ertole

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}