Soffrono la mancanza di piogge anche l’Uruguay e il Paraguay: i tre Paesi sono i maggiori esportatori di cereali al mondo

La siccità mette a serio rischio la sopravvivenza degli essere umani e degli animali, ma anche lo stato di salute dei mercati agricoli e dell’allevamento. È il caso dell’Argentina, e in particolari della provincia di Santa Fe, dove gli agricoltori denunciano la morte del bestiame e la perdita dei raccolti proprio a causa della mancanza di piogge.

In una fattoria di Giailevra la siccità avrebbe ucciso più di 300 animali negli ultimi mesi, mentre 3.000 mucche sarebbero morte nella sola provincia di Santa Fe secondo le autorità.

L’Argentina, insieme all’Uruguay e al Paraguay, anch’essi colpiti dalla siccità, rappresenta uno dei principali esportatori di cereali. Solo la produzione di soia, che è una delle voci principali delle esportazioni, potrebbe subire una perdita di 48 milioni di tonnellate previste. Il danno economico, secondo il ministro dell’Economia, Sergio Massa, potrebbe ammontare a 2,9 miliardi di dollari in termini di entrate per le casse dello Stato.

Le stesse difficoltà vengono riscontrate, come detto, in Uruguay e Paraguay: a ottobre del 2022 il ministero dell’Agricoltura uruguayano ha dichiarato lo Stato di emergenza agricola, mentre il raccolto di soia del Paraguay nel biennio 2021/2022 è stato di 4,3 milioni di tonnellate rispetto ai 10 milioni previsti.

di: Alessia MALCAUS

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