Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » La Germania protesta contro l’estrema destra
    Archivio

    La Germania protesta contro l’estrema destra

    Francesca LasiDi Francesca LasiGennaio 23, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    PROTESTE GERMANIA CONTRO ESTREMA DESTRA AFD
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Le manifestazioni contro l’AfD hanno attraversato il Paese nei giorni scorsi. Ma il dibattito continua: è davvero possibile mettere al bando il partito?

    Nel weekend tra sabato 20 e domenica 21 gennaio in oltre cento città della Germania si sono svolte manifestazioni contro il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). Le proteste si sono sollevate in seguito a un’inchiesta del sito Correctiv, secondo cui a novembre 2023 alcuni esponenti di Afd avrebbero partecipato a un incontro con membri di altre formazioni dell’estrema destra per discutere di un presunto piano segreto di espulsione forzata di massa e di deportazione di persone richiedenti asilo, persone migranti con permesso di soggiorno e cittadini tedeschi di origine straniera, in un’operazione chiamata “remigrazione”.

    L’AfD ha preso le distanze dall’incontro, affermando di non aver alcun legame con l’evento e che i membri che vi hanno partecipato lo hanno fatto a titolo personale. Il partito ha, inoltre, negato il fatto che la presunta “remigrazione” faccia parte del proprio programma.

    Le proteste, però, non si sono fermate e anzi, sono state molto partecipate. Da Berlino ad Amburgo fino a Colonia, Dortmund, Kassel, Lipsia, Hannover, Wuppertal e Karlsruhe, centinaia di migliaia di persone si sono riversate nelle strade contro l’estrema destra e le formazioni xenofobe e neonaziste. Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la ministra degli Esteri Annalena Baerbock si sono uniti a un raduno a Potsdam, con lo slogan “Insieme contro l’estrema destra”. Scholz ha dichiarato che i piani di espulsione rappresentano “un attacco contro la nostra democrazia e, di conseguenza, contro tutti noi” e ha esortato i cittadini e le cittadine a “prendere posizione in modo chiaro e netto”.

    Secondo le stime lo scorso weekend è sceso in piazza quasi un milione e mezzo di persone. A Monaco di Baviera la manifestazione del 21 gennaio è stata interrotta perché sono accorse molte più persone del previsto: secondo la polizia erano almeno 80mila i partecipanti, secondo gli organizzatori 250mila. Le proteste, però, erano già iniziate nei giorni precedenti. Anche ad Amburgo è stato interrotto il corteo di venerdì 19 gennaio vista l’altissima affluenza e l’impossibilità di garantire la sicurezza ai partecipanti: le stime oscillano tra le 50mila e le 80mila persone. A Francoforte oltre 35mila persone hanno partecipato alla manifestazione, tra cui il sindaco Mike Josef.

    In un videomessaggio il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha ringraziato i manifestanti affermando: «Queste persone danno coraggio a tutti noi, stanno difendendo la nostra repubblica e la nostra costituzione contro tutti i suoi nemici, stanno difendendo la nostra umanità».

    Persone di formazione e idee differenti si sono unite per dire no all’avanzata dell’estrema destra, in proteste fiume che hanno ottenuto il plauso anche dei vescovi e degli allenatori e dirigenti della Bundesliga, il principale campionato di calcio tedesco.

    Manifestazione contro AfD davanti alla Porta di Brandeburgo a Berlino – ANSA/EPA/FILIP SINGER

    L’inchiesta di Correctiv

    Secondo il sito di giornalismo investigativo tedesco Correctiv, lo scorso 25 novembre alcuni esponenti di Afd, del Movimento Identitario austriaco, seguaci dei gruppi neonazisti, ma anche imprenditori, medici e altri professionisti si sarebbero incontrati in un hotel a Potsdam, una città appena fuori Berlino, per discutere sulla possibilità di proporre delle leggi per espellere cittadini dalla Germania indipendentemente dal fatto che, afferma il sito, abbiano o meno la cittadinanza tedesca.

    All’incontro ha partecipato anche Martin Sellner, leader del Movimento Identitario austriaco (Identitare Bewegung Österreichs, IBO), figura nota all’interno dell’estrema destra austriaca e tedesca. Sarebbe stato proprio lui a proporre il piano: secondo Correctiv, infatti, Sellner avrebbe illustrato la sua idea di “remigrazione”: individuare uno “Stato modello” in Nord Africa in cui espellere fino a due milioni di persone. Sellner, ha riferito il sito, avrebbe identificato tre gruppi di persone da espellere: le persone richiedenti asilo, le persone straniere residenti in Germania e cittadini tedeschi che ha definito “non assimilati”.

    Tra gli esponenti di AfD presenti all’incontro Correctiv ha identificato l’ex deputato Roland Hartwig, consigliere della presidente del partito Alice Weidel, e Ulrich Siegmund, a capo dei deputati di AfD nella Sassonia-Anhalt. Proprio qui Alternative für Deutschland è stato classificato come “gruppo estremista di destra” e “contrario all’ordine democratico” dai servizi segreti tedeschi.

    AfD ha, però, dichiarato di non sostenere il concetto di “remigrazione”. La presidente Weidel ha commentato così l’inchiesta: «L’AfD non cambierà la sua posizione sulla politica dell’immigrazione, che si può leggere nel programma del partito e che è pienamente in linea con la legge fondamentale».

    L’AfD tra i sondaggi e l’ipotesi di messa al bando

    Nel Paese si discute da tempo sulla possibilità di bandire AfD. Una prospettiva che, però, secondo alcuni analisti, al momento non sembra realizzabile, se non addirittura controproducente per diversi motivi.

    Secondo l’articolo 21 della Costituzione tedesca possono essere banditi, quindi decretati come incostituzionali, i partiti che “cercano di indebolire o abolire l’ordine fondamentale democratico” o che mettono in pericolo “l’esistenza della Repubblica federale tedesca”. Recentemente alcuni esponenti del Partito Socialdemocratico (SPD) hanno presentato una petizione per mettere al bando l’AfD. Non è, però, così semplice.

    Nonostante il no deciso emerso dalle proteste e il sentimento diffuso che il partito possa rappresentare una minaccia per la democrazia, l’AfD continua a riscuotere un ampio consenso. Ad oggi si attesta al 22% delle preferenze a livello nazionale, secondo dopo la CDU (Unione Cristiano-Democratica, il principale partito conservatore). In alcuni länder, però, la percentuale supera il 30%: in Sassonia e Turingia arriva al 35%, nel Brandeburgo al 33%. Un dato cruciale, se si pensa che a settembre le tre Regioni andranno al voto. Per alcuni osservatori, quindi, mettere fuori legge un partito che gode di tale consenso potrebbe scatenare l’effetto contrario, ovvero suscitare simpatia negli elettori.

    Sciogliere un partito, poi, è complicato anche dal punto di vista legale. Ci sono pochi precedenti in Germania. Nel 1952 la Corte Costituzionale tedesca ha messo al bando il Partito socialista del Reich, derivato dal Partito nazista, mentre nel 1956 ha decretato fuori legge il Partito Comunista tedesco. Nel 2017, invece, la Corte non ha messo al bando il Partito nazionaldemocratico tedesco, un partito neonazista, perché, nonostante potesse essere vietato dal punto di vista ideologico, non è stato ritenuto così influente da rappresentare un effettivo pericolo per la democrazia.

    C’è, poi, un altro fatto che desta preoccupazione. La leader Weidel ha ventilato l’ipotesi di proporre un referendum per la “Dexit”, ovvero l’uscita della Germania dall’Unione europea, sul modello della Brexit. In un’intervista al Financial Times la presidente dell’AfD ha definito la Brexit “giusta”, “un modello” per la Germania. «Se una riforma non è possibile, se non riusciamo a ricostruire la sovranità degli Stati membri dell’Ue – ha dichiarato Weidel – dovremmo lasciare che sia il popolo a decidere, proprio come ha fatto la Gran Bretagna. E potremmo indire un referendum sulla ‘Dexit’, ovvero l’uscita della Germania dall’Ue». Non c’è nulla di certo al momento, ma sembra comunque un’idea rischiosa: secondo un sondaggio della Konrad Adenauer Stiftung, think thank politico molto vicino alla CDU, l’87% dei cittadini tedeschi è contrario all’uscita dall’Unione europea. La questione sembra spaccare anche i sostenitori dell’AfD: il 52% vorrebbe rimanere, mentre il 42% vorrebbe lasciare l’Unione europea.

    Insomma, è un dibattito complesso, anche alla luce del passato nazista della Germania, che ha visto la rapida ascesa del Partito nazionalsocialista e di Adolf Hitler, e che non vuole più attraversare quell’orrore e quel buio.

    di: Francesca LASI

    FOTO: ANSA/EPA/FILIP SINGER

    #protesteineuropa Germania proteste TOP NEWS
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Francesca Lasi

    Post correlati

    Attualità Settembre 13, 2026

    Non riconosciamo più i nazisti? L’AfD, Colonia e il limite della democrazia militante

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}