Secondo il premier kosovaro “la strada vero la de-esclation” è “la piena applicazione dell’accordo di Bruxelles”
Ancora tensione in Kosovo.
Il premier kosovaro Albin Kurti ha ribadito, durante alcuni colloqui telefonici con senatori ed esponenti dell’amministrazione Usa, che penerà a nuove elezioni nel nord del Paese solo quando termineranno le “proteste violente davanti ai municipi” di Zvecan, Leposavic e Zubin Potok, e quando sarà attuato l’accordo concluso di recente a Bruxelles.
Kurti ha giustificato l’intervento della polizia e della Kfor e ha definito “eccessive” le critiche della comunità internazionale alla dirigenza di Pristina, in particolare da parte di Ue, Stati Uniti e Quint NATO (composto dagli stessi States e dal G4, Francia, Germania, Italia e Regno Unito).
«L’allontanamento della gentaglia violenta dagli edifici comunali e la piena applicazione dell’accordo di Bruxelles è la strada verso la de-escalation e verso nuove elezioni» ha scritto Kurti.
L’Alto rappresentante Ue Josep Borrell ha chiesto nuove elezioni al nord che comprendano la partecipazione della popolazione serba, insieme all’avvio dei preparativi per la creazione della Comunità delle municipalità serbe in Kosovo. In caso contrario, ha affermato Borrell, ci saranno “gravi conseguenze'” per le relazioni con Pristina.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/MARTIN DIVISEK