Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Settembre 25, 2026

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Archivio Storico » 2024 » Kim Jong-un vuole la guerra?
    Archivio

    Kim Jong-un vuole la guerra?

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleGennaio 30, 2024
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    kim jong-un
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Tra lanci di missili e retorica belligerante i timori di una nuova guerra di Corea si fanno sempre più concreti

    Il 2024 è iniziato all’insegna della tensione per Corea del Sud e del Nord. In un discorso alla nazione di inizio gennaio il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha annunciato la sua intenzione di revisionare completamente i rapporti con la Corea del Sud, con l’eliminazione di ogni riferimento alla possibilità di “riunificazione” dei due Paesi. Il leader nordcoreano ha poi annunciato il riconoscimento delle due Coree come Paesi separati e nemici, precisando che la Corea del Sud è “il principale avversario e il più grande nemico” della Corea del Nord. Kim Jong-un ha poi reso nota l’intenzione di abolire le agenzie statali nordcoreane che si occupano delle comunicazioni e dei rapporti tra i due Paesi sostenendo che “non vogliamo la guerra, ma non abbiamo intenzione di evitarla”.

    Nelle settimane successive sono state numerose le prove di forza con lanci missilistici compiute da Pyongyang. I temi principali del discorso di gennaio erano stati anticipati dal leader nordcoreano al discorso di fine anno al Partito dei Lavoratori, l’unico partito del Paese, e secondo diversi esperti si è trattato di enunciare un rapporto che, da tempo, è sempre più complicato e si deteriora in fretta. Kim Jong-un di è detto deciso di “porre fine a quasi 80 anni di storia di relazioni inter-coreane e di riconoscere che esistono due Stati nella penisola coreana”. 

    I due Paesi sono divisi dal 1945 e i confini e i rapporti tra i due Paesi sono stati definiti nel 1953, al momento dell’armistizio a seguito della guerra di Corea. Almeno formalmente i due Paesi non hanno abbandonato la possibilità di una riunificazione – nei due Paesi sono presenti ministeri e uffici speciali che si dedicano unicamente ai rapporti tra Corea del Nord e del Sud – anche se i rapporti non sono mai stati particolarmente distesi. Almeno nella forma e nella retorica, però, i due Paesi parlavano delle popolazioni delle due Coree come “connazionali” e dunque parte di un unico popolo destinato a riunirsi. 

    Il dittatore nordcoreano ha reso nota la sua intenzione di eliminare i legami che potrebbero avvicinare i due Stati e ha modificato la retorica istituzionale, parlando della Corea del Sud in termini di “nemico”, che avrebbe un “atteggiamento sempre più arrogante” che punterebbe al “collasso del nostro governo”. Kim Jong-un ha aggiunto che quindi “non possiamo andare avanti sulla strada della riunificazione” e questo determina una riformulazione delle relazioni interstatali, in quest’ottica intende modificare la Costituzione nordcoreana, eliminando tutti i riferimenti alla riunificazione cancellando i termini di “compatrioti”, “riconciliazione” e “riunificazione pacifica”.

    Il leader della Corea del Nord ha deciso di intraprendere questa strada anche a livello simbolico, annunciando la distruzione del monumento dedicato alla riunificazione presente nella capitale, che ha definito “un obbrobrio”. L’arco che simboleggia un abbraccio tra i due popoli era stato commissionato dal padre di Kim Jong-un, Kim Jong II, venne costruito nel 2001 per celebrare il sogno del nonno dell’attuale leader, Kim Il-sung, che aveva sognato una penisola unita lasciando ai posteri indicazioni precise per realizzare il suo sogno, che sono riportate su una lastra di marmo che si trova sul ciglio dell’autostrada che scorre sotto l’arco e porta verso Sud. Kim Il-sung immaginava uno stato federale con il mantenimento dei due sistemi di governo.

    In un altro discorso all’Assemblea suprema del popolo è stato annunciato che tre delle agenzie che si occupavano dei rapporti con i vicini del Sud, la Commissione per la riunificazione pacifica del paese, l’Ufficio per la cooperazione economica nazionale e l’Amministrazione internazionale del turismo verranno eliminate. Kim Jong-un ha poi ribadito che la Corea del Nord è una potenza atomica e che, in caso di conflitto, cercherà di occupare e annettere la Corea del Sud.

    EPA/KCNA

    I timori degli esperti

    Secondo Robert L. Carlin e Siegfred S. Hecker, che hanno firmato un articolo dell’11 gennaio 2024 sul sito specializzato 38north.org “la situazione nella penisola coreana è più pericolosa di quanto non lo sia mai stata dall’inizio di giugno del 1950” ovvero quando iniziò la guerra di Corea, “può sembrare eccessivamente drammatico, ma crediamo che, come suo nonno nel 1950, Kim Jong-un abbia preso la decisione strategica di entrare in guerra”. Spiegano i due autori: «non sappiamo quando o come Kim premerà il grilletto, ma il rischio è già ben oltre gli avvertimenti di routine a Washington, Seoul e Tokyo sulle ‘provocazioni’ di Pyongyang», aggiungono gli esperti che “non vediamo i temi della preparazione alla guerra nei media nordcoreani apparire dall’inizio dello scorso anno come una tipica spacconata della Corea del Nord” e a proposito del possibile conflitto i due esperti aggiungono che in genere “si risponde con l’ormai consueta argomentazione che Kim Jong-un non oserebbe fare un passo del genere perché ‘sa’ che Washington e Seoul distruggerebbero il suo regime se lo facesse”. Si tratta però di un’argomentazione, secondo Carlin –  ex capo della Divisione Asia nord-orientale presso il Bureau of Intelligence and Research del Dipartimento di Stato Usa, dove ha preso parte ai negoziati tra Stati Uniti e Corea del Nord – e Hecker – ex direttore del Los Alamos National Laboratory e professore emerito della Stanford University – pericolosa perché si basa su una lettura errata della storia dei due Paesi, infatti “la storia suggerisce che chi si è convinto di non avere più alcuna buona opzione penserà che anche il gioco più pericoloso valga la candela”. I due autori sostengono che “l’incapacità di comprendere la storia della politica nordcoreana negli ultimi 33 anni non è semplicemente un problema accademico. Sbagliare la storia ha implicazioni pericolose per cogliere l’importanza di ciò che abbiamo di fronte ora”. Stati Uniti e Corea del Sud “si aggrappano alla convinzione che la loro alleanza, sostenuta da una deterrenza ferrea, manterrà Kim sullo status quo, con qualche piccola provocazione. C’è la convinzione, comprensibile, che i simboli sempre più frequenti della nostra intenzione di rappresaglia terranno a bada il Nord, così come la nostra convinzione, spesso dichiarata, che se il Nord attacca, il contrattacco distruggerà totalmente il regime nordcoreano. Ma nella situazione attuale, aggrapparsi a queste convinzioni può essere fatale”. Pyongyang può contare su un “un grande arsenale nucleare, secondo le nostre stime di 50 o 60 testate lanciabili su missili che possono raggiungere tutta la Corea del Sud, praticamente tutto il Giappone (compresa Okinawa) e Guam. Se, come sospettiamo, Kim si è convinto che, dopo decenni di tentativi, non c’è modo di coinvolgere gli Stati Uniti, le sue recenti parole e azioni puntano verso la prospettiva di una soluzione militare utilizzando quell’arsenale”.

    Sempre su 38north.org si legge però un altro articolo, a firma dell’ambasciatore tedesco in Corea del Nord Thomas Schäfer, che pur riconoscendo crescente il pericolo dato delle prove di forza di Pyongyang contesta che la motivazione della guerra di Kim Jong-un dipenda dal fallimento degli sforzi diplomatici con gli Stati Uniti. Secondo altri analisti la Cina potrebbe ritenere inaccettabile una guerra così vicina e la impedirebbe in ogni modo possibile, la docente di affari nordcoreani all’università femminile Sookmyung di Seoul, Lee Min-yong, sostiene che “Pyongyang sa bene che se nella penisola coreana cresce la tensione la Cina non rimane a guardare, dato che Pechino vuole il mantenimento dello status quo negli equilibri regionali”. Secondo la docente alla base delle decisioni di Kim Jon-un ci sarebbe una precisa strategia di politica interna, con la minaccia bellica il dittatore riesce a distogliere l’attenzione della popolazione dalla pesante crisi economica che interessa il Paese.

    I test

    L’agenzia di stampa ufficiale Korean Central News Agency assicura che i lanci di prova di missili da crociera strategici non comportano rischi per la sicurezza dei Paesi vicini. I missili testati da Pyongyang sono missili “cruise”, alimentati da un motore come dei jet e raggiungono l’obiettivo con una traiettoria orizzontale.

    Secondo quanto riportato dai media locali Kim Jong-un nei giorni precedenti agli ultimi test balistici aveva ordinato a forze armate, industria delle munizioni e al settore delle armi nucleari di accelerare i preparativi bellici in modo da poter contrastare le “mosse ostili senza precedenti” compiute dagli Stati Uniti. Stati Uniti sempre più preoccupati da quella che per gli analisti sarà una guerra inevitabile.

    EPA/KCNA

    La Corea del Sud

    In questo scenario la Corea del Sud intensifica gli sforzi diplomatici contro la Corea del Nord, rafforzando l’alleanza con l’Unione Europea e discutendo con la Cina a proposito del rimpatrio dei disertori nordcoreani. Kim Gunn, rappresentante speciale sudcoreano per gli affari di pace e sicurezza della penisola coreana, al Comitato politico e di sicurezza dell’Unione Europea ha ribadito la necessità di risposte corali alle minacce della Corea del Nord e ha denunciato il presunto accordo tra Pyongyang e Mosca in materia di armi e cooperazione tecnologica sostenendo si tratte di “chiare violazioni delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” e la cooperazione tra Corea del Nord e Russia sarebbe esplicativa della “connessione inseparabile tra la sicurezza della regione indo-pacifica e quella dell’Europa”. Kim Gunn a proposito del commercio di armi ha sostenuto che Corea del Sud e Unione Europea devono “coordinarsi strettamente e intraprendere azioni risolute contro le attività illegali della Corea del Nord che rappresentano una minaccia significativa alla pace e alla stabilità sia nella penisola coreana che in Europa”, suggerendo una collaborazione al blocco dei finanziamenti per lo sviluppo nucleare e missilistico della Corea del Nord.

    di: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: EPA/MIKHAIL METZEL

    corea del nord Corea del Sud Kim Jong-un TOP NEWS
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Flavia Dell'Ertole

    Post correlati

    Archivio Giugno 30, 2025

    Siena, il Palio

    Archivio Giugno 30, 2025

    La fine di un’era

    Archivio Giugno 30, 2025

    Venezia in (s)vendita

    Archivio Giugno 27, 2025

    Sotto il cielo di Ustica

    Archivio Giugno 23, 2025

    Una mostra per decostruire il colonialismo

    Archivio Giugno 22, 2025

    Icona

    Da non perdere
    Economia Settembre 25, 2026

    Haircare, come cambia il mercato tra e-commerce e distribuzione professionale

    Il settore dei prodotti professionali per capelli sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto…

    PMA per tutte, mancano 10.000 firme: il video delle 14 madri che sono dovute andare all’estero

    Settembre 25, 2026

    Ozempic cambia anche il menù

    Settembre 24, 2026

    Il lavoro cresce, i giovani no

    Settembre 23, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}