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Incontro top secret tra Zelensky e la Cia. Crosetto: “Italia farà la sua parte”

Il presidente turco Erdogan ha parlato al telefono con il suo omologo ucraino Zelensky e ha confermato l’impegno della Turchia per la pace: ha porto le sue condoglianze per lo schianto dell’elicottero avvenuto mercoledì scorso e ha dichiarato che Ankara è pronta “a dare un forte contributo diplomatico per una pace duratura fra Russia e Ucraina”.

Il vertice Ramstein

È iniziato alla base americana di Ramstein, in Germania, l’ottavo incontro del gruppo di contatto per l’Ucraina a guida Usa, che raccoglie circa 50 Paesi, tra alleati Nato e altri partner.

«È un momento decisivo per l’Ucraina e per tutto il mondo. Ci incontriamo in un tempo molto difficile e turbolento, ma percepiamo qui determinazione e l’unità», ha dichiarato in apertura il segretario della Difesa americano Lloyd Austin.

La lega per l’Ucraina, come è stata definita dallo stesso Austin, discuterà un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev, in vista della probabile offensiva russa della primavera. Una gruppo di 9 Paesi europei – Estonia, Regno Unito, Polonia, Lettonia, Lituania, Danimarca, Repubblica Ceca, Paesi Bassi e Slovacchia – ha confermato ieri la disponibilità a mandare mezzi armati pesanti tra cui carri armati a Kiev. La Germania per ora si è dimostrata il Paese più scettico e ha negato il permesso di esportare i suoi tank Leopard 2 ma non sarebbe l’unica. «Non c’è una opinione unitaria su questa questione. La sensazione che ci sia una coalizione compatta determinata e la Germania sia un ostacolo è sbagliata», ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Pistorius.

«La Russia sta esaurendo le munizioni, subendo perdite significative in battaglia e si rivolge ai suoi pochi partner rimasti per rifornirsi», ha proseguito Austin.

Come annunciato è arrivato anche l’intervento di Zelensky: «non abbiamo tempo. Conta Il tempo è un fattore determinante. Dobbiamo agire in fretta. Abbiamo bisogno di panzer da difesa e da combattimento».

Crosetto: “Italia farà la sua parte”

Il ministro della Difesa italiano Crosetto ha ribadito l’appoggio a Kiev dell’Italia, come spiegato su Twitter. “Nel corso della riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina ho incontrato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg con cui abbiamo discusso di strategie future e del contesto internazionale geostrategico. Ho ribadito a Stoltenberg che l’Italia, tra i protagonisti dell’Alleanza Atlantica, proseguirà nel sostegno all’Ucraina e al suo popolo. Continueremo a fare la nostra parte”.

Metsola: “dobbiamo continuare ad aiutare l’Ucraina”

Roberta Metsola, presidente del Parlamento Ue, ha affrontato la questione da Davos in un intervento che ha spiegato la necessità di continuare ad aiutare l’Ucraina anche militarmente. «Il 24 febbraio la guerra è cominciata in Europa. Un Paese ne ha invaso un altro illegalmente, senza provocazioni, e la guerra diventa ogni giorno più brutale. La nostra risposta deve essere proporzionata. Dobbiamo aiutare gli ucraini logisticamente, sotto il profilo umanitario ma anche militarmente perché con gli aiuti militari l’Ucraina può vincere, senza no. Per vincere, l’Ucraina ha bisogno di più aiuto. A Davos ho chiesto ulteriore sostegno: finanziario, logistico, militare e umanitario. Dobbiamo consegnarlo. #SlavaUcraini».

La risposta del Cremlino

In risposta a quanto emerge dal WEF di Davos, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che con l’inasprimento del conflitto cresce il rischio di un coinvolgimento della Nato, e questo comporta dei rischi. Inoltre, secondo Peskov, l’Occidente si sta “illudendo” su una possibile vittoria dell’Ucraina e i “carri armati occidentali non cambieranno nulla sul terreno”.

Incontro top secret tra Zelensky e la Cia

Il direttore della Cia William Burns ha incontrato in segreto a Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla fine della scorsa settimana.

Le agenzie di intelligence Usa continuano ad essere parte attiva nel conflitto in Ucraina, uno dei punti principali sulle agende degli 007 americani.

Secondo quanto riporta il Washington Post, durante la riunione Burns ha comunicato a Zelensky le “aspettative degli Usa” per le “prossime mosse militari della Russia”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/MARTIN DIVISEK